Il blog dedicato al Cristianesimo - Vangelo del giorno - Letture del giorno - Santo del giorno - Messaggi della Madonna di Medjugorie - Video e canzoni che parlano del mondo Cristiano - I vostri commenti
giovedì 29 gennaio 2009
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 4,21-25.
Diceva loro: «Si porta forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? O piuttosto per metterla sul lucerniere?
Non c'è nulla infatti di nascosto che non debba essere manifestato e nulla di segreto che non debba essere messo in luce.
Se uno ha orecchi per intendere, intenda!».
Diceva loro: «Fate attenzione a quello che udite: Con la stessa misura con la quale misurate, sarete misurati anche voi; anzi vi sarà dato di più.
Poiché a chi ha, sarà dato e a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».
Messaggio Madonna Medjugorie del 25/01/2009
Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera. Sia la preghiera per voi come un seme che metterete nel mio cuore, che Io consegnerò al mio figlio Gesù per la salvezza delle vostre anime. Desidero figlioli, che ognuno di voi si innamori della vita eterna che è il vostro futuro e che tutte le cose terrene siano per voi un aiuto per avvicinarvi a Dio Creatore. Io sono con voi così a lungo perchè siete sulla strada sbagliata. Soltanto con il mio aiuto, figlioli, aprirete gli occhi. Ci sono tanti che vivendo i miei messaggi comprendono che sono sulla strada della santità verso l’eternità. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Messaggi della Madonna del 25 del mese (anno 2008)
Cari figli, anche oggi vi invito alla conversione personale. Siate voi a convertirvi e, con la vostra vita, a testimoniare, amare, perdonare e portare la gioia del Risorto in questo mondo in cui mio Figlio è morto e in cui gli uomini non sentono il bisogno di cercarLo e di scoprirLo nella propria vita. AdorateLo e che la vostra speranza sia speranza per quei cuori che non hanno Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Messaggio del 25 settembre 2008
Cari figli, sia la vostra vita nuovamente una decisione per la pace. Siate gioiosi portatori della pace e non dimenticate che vivete in un tempo di grazia dove Dio attraverso la mia presenza vi da' grandi grazie. Non chiudetevi, figlioli, ma sfruttate questo tempo e cercate il dono della pace e dell’amore per la vostra vita perché diventiate testimoni per gli altri. Vi benedico con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Messaggio del 25 ottobre 2008
Cari figli, vi invito tutti in modo speciale a pregare per le mie intenzioni affinché attraverso le vostre preghiere si fermi il piano di Satana su questa terra, che é ogni giorno più lontana da Dio, e mette se stesso al posto di Dio e distrugge tutto ciò che é bello e buono nell’anima di ognuno di voi. Per questo, figlioli, armatevi con la preghiera e il digiuno affinché siate consapevoli di quanto Dio vi ama e fate la volontà di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Messaggio del 25 novembre 2008
Cari figli, anche oggi vi invito in questo tempo di grazia a pregare affinché il piccolo Gesù possa nascere nel vostro cuore. Lui che è la sola pace doni attraverso di voi la pace al mondo intero. Per questo, figlioli, pregate senza sosta per questo mondo turbolento senza speranza affinchè voi diventiate testimoni della pace per tutti. Sia la speranza a scorrere nei vostri cuori come un fiume di grazia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Messaggio del 25 dicembre 2008
Cari figli, correte, lavorate, raccogliete ma senza benedizione. Voi non pregate! Oggi vi invito a fermarvi davanti al presepe e a meditare su Gesù che anche oggi vi do, affinchè vi benedica e vi aiuti a comprendere che senza di Lui non avete futuro. Perciò, figlioli, abbandonate le vostre vite nelle mani di Gesù affinchè Lui vi guidi e vi protegga da ogni male. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
mercoledì 17 dicembre 2008
Messaggio Madonna del 2 dicembre 2008 (Mirjana)
Messaggi dati dalla Madonna a Medjugorie negli ultimi mesi
Cari figli, in questo tempo in cui pensate al riposo del corpo, io vi invito alla conversione. Pregate e lavorate in modo che il vostro cuore aneli al Dio creatore che è il vero riposo della vostra anima e del vostro corpo. Che Egli vi riveli il suo volto e vi doni la sua pace. Io sono con voi e intercedo davanti a Dio per ciascuno di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Messaggio del 25 agosto 2008 (Commento)
Cari figli, anche oggi vi invito alla conversione personale. Siate voi a convertirvi e, con la vostra vita, a testimoniare, amare, perdonare e portare la gioia del Risorto in questo mondo in cui mio Figlio è morto e in cui gli uomini non sentono il bisogno di cercarLo e di scoprirLo nella propria vita. AdorateLo e che la vostra speranza sia speranza per quei cuori che non hanno Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Messaggio del 25 settembre 2008 (Commento)
Cari figli, sia la vostra vita nuovamente una decisione per la pace. Siate gioiosi portatori della pace e non dimenticate che vivete in un tempo di grazia dove Dio attraverso la mia presenza vi da' grandi grazie. Non chiudetevi, figlioli, ma sfruttate questo tempo e cercate il dono della pace e dell’amore per la vostra vita perché diventiate testimoni per gli altri. Vi benedico con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Messaggio del 25 ottobre 2008 (Commento)
Cari figli, vi invito tutti in modo speciale a pregare per le mie intenzioni affinché attraverso le vostre preghiere si fermi il piano di Satana su questa terra, che é ogni giorno più lontana da Dio, e mette se stesso al posto di Dio e distrugge tutto ciò che é bello e buono nell’anima di ognuno di voi. Per questo, figlioli, armatevi con la preghiera e il digiuno affinché siate consapevoli di quanto Dio vi ama e fate la volontà di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Messaggio del 25 novembre 2008 (Commento)
Cari figli, anche oggi vi invito in questo tempo di grazia a pregare affinché il piccolo Gesù possa nascere nel vostro cuore. Lui che è la sola pace doni attraverso di voi la pace al mondo intero. Per questo, figlioli, pregate senza sosta per questo mondo turbolento senza speranza affinchè voi diventiate testimoni della pace per tutti. Sia la speranza a scorrere nei vostri cuori come un fiume di grazia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Santi Anania, Misaele e Azaria (Abdenago, Misach e Sidrach) Martiri
Abdenago, Misach e Sidrach, chiamati anche Anania, Misaele e Azaria, sono personaggi biblici. Il libro del profeta Daniele, nei primi tre capitoli, espone la vicenda di questi tre personaggi con dovizia di particolari. Sono i tre giovinetti, divenuti governatori di Babilonia, che, per non aver voluto adorare un idolo pagano, furono gettati in una fornace ardente dalla quale rimasero, però, illesi. Le reliquie dei tre santi vetero-testamentari furono traslati da Babilonia a Costantinopoli, nella chiesa di S. Daniele stilita. Da là queste reliquie furono portate, nel 1156, nell’abazzia di Montevergine dove tuttora si venerano. Le reliquie dei tre fanciulli babilonesi sono esposte in tre reliquiari diversi. In uno di questi, su una targhetta, c’è scritto “Ossa S. Misach ex tribus puer Babylon”. Nel secondo la targhetta avverte trattasi di “Ossa S. Sidrach ex tribus puer Babylon”. Nel terso reliquiario vi sono le “Ossa S. Abdenago ex tribus puer Babylon”. La festa dei tre fanciulli babilonesi viene celebrata, a Montevergine, il 16 dicembre.
martedì 16 dicembre 2008
Testi di alcuni tra i più famosi canti cristiani
RIT. Grandi cose ha fatto il Signore per noi, ha fatto germogliare fiori tra le rocce. Grandi cose ha fatto il Signore per noi, ci ha riportati liberi alla nostra terra. Ed ora possiamo cantare, possiamo gridare l’amore che Dio ha versato su noi.
Tu che sai strappare dalla morte, hai sollevato il nostro viso dalla polvere. Tu che hai sentito il nostro pianto, nel nostro cuore hai messo un seme di felicità. RIT.
2. QUANDO CAMMINO
Quando cammino per il mondo, il Signore cammina avanti a me, lo riconosco tra la gente di ogni razza e nazionalità.
A volte però mi fermo, perché la strada è faticosa allora anche lui si siede laggiù e m’aspetta sorridente.
Quando cammino per il mondo il Signore cammina avanti a me. E per le strade della vita grido a tutti la mia felicità.
Insieme con Lui, io parlo, la strada è ancora tanto lunga, allora da Lui mi nasce nel cuor, una nuova, grande forza.
Quando cammino per il mondo, il Signore cammina avanti a me. Lo riconosco tra la gente: grido a tutti la mia felicità: Alleluia!
3. RIVELAZIONE
RIT. Ecco sto alla porta e busso, se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui cenerò con lui ed egli con me.
Io sono l’Alfa e l’Omega, Colui che è che era e che viene. Io sono l’Onnipotente, il Primo e l’Ultimo ed il Vivente (2v). RIT.
Io sono il Testimone fedele, la Verità la Vita e la Via. Io sono la Luce e l’Amore, la Pace e la Gioia del vostro cuore (2v). RIT.
4. AL TUO SANTO ALTAR
RIT. Al tuo santo altar m’appresso, o Signor, mia gioia e mia amor.
O Signore, che scruti il mio cuor, dal maligno mi salvi il tuo amor. RIT.
Tu sei forza, sei vita immortale; perché triste cammino tra il mal? RIT.
Mi risplenda la luce del ver e mi guidi sul retto sentier. RIT.
Mia speranza e salvezza sei tu, ch’io ti lodi in eterno, o Gesù. RIT.
5. DISEGNO
Nel mare del silenzio una voce si alzò; da una notte senza confini una luce brillò, dove non c’era niente quel giorno.
RIT. Avevi scritto già il mio nome lassù nel cielo, avevi scritto già la mia vita insieme a Te. Avevi scritto già di me.
E quando la Tua mente fece splendere le stelle, e quando le Tue mani modellarono la terra, dove non c’era niente quel giorno. RIT.
E quando hai calcolato la profondità del cielo, e quando hai colorato ogni fiore della terra, dove non c’era niente quel giorno. RIT.
E quando hai disegnato le nubi e le montagne, e quando hai disegnato il cammino di ogni uomo, l’avevi fatto anche per me.
Se ieri non sapevo oggi ho incontrato te, e la mia libertà è il Tuo disegno su di me, non cercherò più niente perché... Tu mi salverai.
6. DOLCE SENTIRE
Dolce sentire come nel mio cuore, ora umilmente sta nascendo amore. Dolce è capire che non son più solo ma che son parte di una immensa vita, che generosa risplende intorno a me. Dono di Lui del suo immenso amor.
Ci ha dato il cielo e le chiare stelle, fratello sole e sorella luna;
la madre terra con frutti, prati e fiori, il fuoco, il vento, l’aria e l’acqua pura; fonte di vita per le sue creature. Dono di Lui, del suo immenso amor. (2v.)
Sia laudato nostro Signore che ha creato l’universo intero. Sia laudato nostro Signore, noi tutti siamo sue creature. Dono di Lui, del suo immenso amor. Beato chi lo serve in umiltà.
7. COM’E’’ BELLO
RIT. Com’è bello come dà gioia, che i fratelli stiano insieme.
E come olio che dal capo discende, giù, sulla barba di Aronne (2v) . RIT.
E come unguento che dall’Ermon discende, giù, sopra i monti di
Sion (2v). RIT.
Ci benedica il Signore dall’alto, la vita ci dona in eterno (2v). RIT.
8. VOCAZIONE
Era un giorno come tanti altri e quel giorno Lui passò. Era un uomo come tutti gli altri e passando mi chiamò.
Come lo sapesse che il mio nome era proprio quello, come mai vedesse proprio me nella sua vita non lo so. Era un giorno come tanti altri e quel giorno mi chiamò.
RIT. Tu Dio che conosci il nome mio fa che ascoltando la tua voce, io ricordi dove porta la mia strada nella vita all’incontro con te.
Era un’alba triste e senza vita, e qualcuno mi chiamò. Era un uomo come tanti altri, ma la voce quella no. Quante volte un uomo con il nome giusto m’ha chiamato, una volta sola l’ho sentito pronunciare con amore. Era un uomo come nessun altro e quel giorno mi chiamò. RIT.
9. VIVERE LA VITA
Vivere la vita con le gioie e coi dolori di ogni giorno, è quello che Dio vuole da te. Vivere la vita e inabissarti nell’amore è il tuo destino, è quello che Dio vuole da te.
Fare insieme agli altri la tua strada verso Lui, correre con i fratelli tuoi...
Scoprirai allora il cielo dentro di te, una scia di luce lascerai.
Vivere la vita, è l’avventura più stupenda dell’amore, è quello che Dio vuole da te. Vivere la vita e generare ogni momento il Paradiso, è quello che Dio vuole da te.
Vivere perché ritorni al mondo l’unità, perché Dio sta nei fratelli tuoi... Scoprirai allora il cielo dentro di te, una scia di luce lascerai.(2v.)
Una scia di luce lascerai.
10. IO NON SONO DEGNO
RIT. Io non sono degno di ciò che fai per me. Tu che ami tanto uno come me. Vedi non ho nulla da donare a Te, ma se Tu lo vuoi prendi me.
Sono come la polvere alzata dal vento,
sono come la pioggia piovuta dal cielo, sono come la canna spezzata dall’uragano, se Tu, Signore non sei con me. RIT.
Contro i miei nemici Tu mi fai forte, io non temo nulla e aspetto la morte. Sento che sei vicino, che mi aiuterai, ma non sono degno di quello che mi dai. RIT.
venerdì 3 ottobre 2008
lunedì 15 settembre 2008
Ottimismo da un vangelo apocrifo
In ogni creatura, anche dietro le apparenze più infami e le storie più vergognose, alberga un'oasi, sia pure striminzita, di bontà e umanità.
Il vero cristiano dovrebbe puntare a quel varco per allargarlo, prima di ergersi a giudice inesorabile del resto, segnato dal male.
È un po' il motto di Cristo, «cercare ciò che è perduto», o per ricorrere a un'immagine isaiana ripresa anche da Gesù, riutilizzare la canna incrinata e non spegnere il lucignolo fumigante.
Non è "buonismo" a tutti i costi, ignorando il male, ma è scommettere sulla forza dirompente del bene.
Ottimismo dall'appoggio di Dio
Solco, 426
Ottimismo originario: amore per il mondo
Forgia, 703
Ottimismo è sovrabbondanza di bene
Solco, 864
Ottimismo dalla fede
Forgia, 659
lunedì 25 agosto 2008
San Giuseppe Calasanzio (sacerdote)
(memoria facoltativa)
Giunto a Roma nel 1592, dopo aver coperto importanti mansioni in diverse diocesi spagnole, fu colpito dalla miseria in cui vivevano i ragazzi abbandonati.
Nel 1597 vi aprì "la prima scuola popolare gratuita in Europa", presso la chiesa di santa Dorotea in Trastevere, con l'intento di dare un'istruzione ai più poveri e combattere, così, l'analfabetismo, l'ignoranza e la crminalità.
Lì sviluppò il suo progetto della scuola come strumento di promozione umana e una salvezza educativa per i ragazzi di strada (metodo preventivo, attinto da san Filippo Neri).
Il papa Paolo V (Camillo Borghese) approvò la fondazione calasanziana. Ebbe contatti col filisofo Tommaso Campanella e con lo scienziato Galileo Galilei.
Oggi, l'Ordine degli Scolopi è presente in quattro continenti (esclusa l'Oceania) e 32 paesi.
Morì novantunenne il 25 agosto 1648 a Roma dove è sepolto sotto l'altare maggiore della chiesa di San Pantaleo, presso la nota Piazza Navona.
Papa Benedetto XIV (Prospero Lorenzo Lambertini) lo beatificò il 18 agosto del 1748. Venne canonizzato da papa Clemente XIII (Carlo della Torre di Rezzonico) il 16 luglio 1767 e venne proclamato da Pio XII (Eugenio Pacelli) «Patrono davanti a Dio di tutte le scuole popolari cristiane del mondo» nel 1948.
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 23,13-22
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi.
Guai a voi, guide cieche, che dite: Se si giura per il tempio non vale, ma se si giura per l'oro del tempio si è obbligati.
Stolti e ciechi: che cosa è più grande, l'oro o il tempio che rende sacro l'oro?
E dite ancora: Se si giura per l'altare non vale, ma se si giura per l'offerta che vi sta sopra, si resta obbligati.
Ciechi! Che cosa è più grande, l'offerta o l'altare che rende sacra l'offerta?
Ebbene, chi giura per l'altare, giura per l'altare e per quanto vi sta sopra;
e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che l'abita.
E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso.
venerdì 8 agosto 2008
Movimento Gospa - testimonianza di 2 ragazze
I grandi miracoli: 2 ragazze uscite dalla tossicodipendenza, sentite come parlano ora...
Grazie al movimento Gospa
parte 1
parte 2
parte 3
parte 4
parte 5
parte 6
parte 7
venerdì 1 agosto 2008
Sant'Alfonso Maria de' Liguori
Missionario, fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore
Marianella (NA),1696 - Pagani (SA), 1 agosto 1787
Come scrittore, sant'Alfonso è popolarissimo. Pubblicò centoundici opere tra grandi e piccole. Alcune di esse hanno raggiunto centinaia di edizioni in gran parte delle lingue del mondo. Quelle di ascetica e di spiritualità si ristampano continuamente ancora oggi: Uniformità alla volontà di Dio; Modo di conversare continuamente e alla familiare con Dio; Pratica di amare Gesù Cristo; Visite al Ss. Sacramento e a Maria santissima; Meditazioni sulla Passione di Nostro Signore Gesù Cristo; Glorie di Maria; Massime eterne; Necessità della preghiera.
Nel 1748 stampava la sua "THEOLOGIA MORALIS", l'opera per la quale il papa Leone XIII lo definì "il più insigne e il più mite dei moralisti".
Come fondatore Alfonso de Liguori sta continuando ancora oggi la sua missione di annunciatore della salvezza attraverso gli oltre 5.600 discepoli (i missionari redentoristi) in oltre 60 paesi dei cinque continenti. La Congregazione del Ss. Redentore, da lui fondata a Scala (Salerno) il 9 novembre 1732, ha lo scopo di "continuare l'esempio del nostro Salvatore Gesù Cristo in predicare alle anime più abbandonate, specialmente ai poveri, la divina parola". E si impegna a raggiungere questa finalità prima di tutto con le missioni popolari e con la predicazione degli esercizi spirituali. All'occorrenza i congregati accettano la predicazione in terre straniere, particolarmente in quelle del terzo mondo (i Redentoristi italiani hanno aperto, già da alcuni decenni, una missione in Paraguay e una in Madagascar).
Nel 1762 Sant' Alfonso fu eletto vescovo di Sant'Agata dei Goti (Benevento). Ma dopo 13 anni dovette rinunciarvi a causa dell'artrite deformante.
Canonizzato nel 1839, fu dichiarato dottore della Chiesa nel 1871, patrono dei confessori e dei moralisti nel 1950.
Autore: Padre Ezio Marcelli, Redentorista
Significato del nome Alfonso: "valoroso e nobile" (tedesco)
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 13,54-58
Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?
E le sue sorelle non sono tutte fra noi? Da dove gli vengono dunque tutte queste cose?».
E si scandalizzavano per causa sua. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua».
E non fece molti miracoli a causa della loro incredulità.
giovedì 31 luglio 2008
Commento al Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 13,47-53
Dialogo della Divina Provvidenza, cap.39
<<>> (Gv 3,36)
[Santa Caterina sentì Dio dirle :] Sappi che ne l'ultimo di del giudicio, quando verrà il Verbo mio Figliuolo con la divina mia Maiestà a riprendere il mondo con la potenzia divina, egli non verrà come povarello, si come quando egli nacque venendo nel ventre della Vergine e nascendo nella stalla fra gli animali, e poi morendo in mezzo fra due ladroni. Alora lo nascosi la potenzia mia in lui, lassandolo sostenere pene e tormenti come uomo: non che la natura mia divina fusse però separata da la natura umana; ma lassa' lo patire come uomo per satisfare a le colpe vostre. Non verrà cosí ora in questo ultimo punto; ma verrà con potenzia a riprendere egli con la propria persona...
A' giusti darà timore di reverenzia con grande giocondità. Non che egli si muti la faccia sua, però che egli è immutabile, perché è una cosa con meco, secondo la natura divina. E secondo la natura umana, la faccia sua anco è immutabile, poi che prese la gloria della resurrexione. Ma a l'occhio del dannato se gli mostrarrà cotale, però che, con quello occhio terribile e obscuro che egli ha in se medesimo, con quello el vedrà.
Si come l'occhio infermo che del sole, che è cosí lucido, non vede altro che tenebre; e l'occhio sano vede la luce. E questo non è per difecto della luce che si muti piú al cieco che a l'alluminato, ma è per difecto de l'occhio che è infermo. Cosí e' dannati el veggono in tenebre, in confusione e in odio, non per difecto della divina mia Maiestà con la quale egli verrà a giudicare il mondo, ma per difecto loro.
Sant' Ignazio di Loyola, Sacerdote (memoria)
Ignazio di Loyola, in spagnolo Íñigo López de Loyola (Loyola, 24 dicembre 1491 – Roma, 31 luglio 1556), è stato un presbitero spagnolo, fondatore della Compagnia di Gesù (Gesuiti).
Ignazio nacque nel castello di Loyola, vicino Azpeitia, circa 20 chilometri a sud-ovest di San Sebastián nella provincia basca di Guipúzcoa, Spagna. Il più giovane di 13 fratelli, Ignazio aveva solo sette anni quando morì sua madre. Dovette così prendersi cura dei suoi fratelli perché il padre era sempre in viaggio di lavoro. Nel 1506 divenne paggio al servizio di un parente, Juan Velázquez de Cuéllar, tesoriere (contador mayor) del regno di Castiglia. Come cortigiano, Ignazio ebbe in quel periodo uno stile di vita dissoluto.
Nel 1517, Ignazio prese servizio nell'esercito. Venne ferito gravemente durante la Battaglia di Pamplona (20 maggio 1521) e per colpa della ferita fu costretto per lungo tempo a letto nel castello di suo padre con il medico che veniva a visitarlo tre volte al giorno per tre mesi. Durante la lunga degenza, ebbe l'occasione di leggere numerosi testi religiosi dedicati, in particolare, alla vita di Gesù e dei santi. Venne travolto dal desiderio di cambiare la sua vita e trascorrere un'esistenza basata sul proprio lavoro ed ispirata a Francesco d'Assisi e ad altre grandi figure spirituali. Decise, quindi, di convertirsi e, per farlo, si recò in Terra santa; sua intenzione era rimanere come mendicante nella città dove visse Cristo, ma fu costretto a rientrare in Spagna. In quel periodo elaborò, sperimentandolo in prima persona, il suo metodo di preghiera e contemplazione, basato sul discernimento. Queste esperienze sfociarono nei celebri Esercizi Spirituali (Ejercicios espirituales), che descrivono una serie di meditazioni a cui, poi, dovranno attenersi i futuri gesuiti. Quest'opera ha influenzato profondamente i futuri "metodi di propaganda" della Chiesa cattolica. Durante il suo ricovero, ebbe anche l'occasione di visitare il Monastero benedettino di Montserrat (25 marzo 1522), dove appese i suoi paramenti militari davanti ad un'immagine della Vergine Maria, in una vera e propria veglia militare dedicata alla Madonna. Entrò immediatamente nel monastero di Manresa, in Catalogna, dove praticò un severissimo ascetismo. Ebbe varie visioni, come raccontò più tardi nella sua Autobiografia; la Vergine divenne l'oggetto della sua devozione cavalleresca: l'immaginario militare giocò sempre una parte importante nella sua vita e nelle sue contemplazioni religiose.
Nel 1528 si iscrisse all'Università di Parigi, dove rimase sette anni, ampliando la sua cultura letteraria e teologica, e cercando di interessare gli altri studenti agli Esercizi Spirituali.
Entro il 1534 ebbe sei "seguaci" - Peter Faber (francese), Francis Xavier (noto anche come san Francesco Saverio), Alfonso Salmeron, James Lainez, Nicholas Bobadilla (spagnoli), e Simao Rodrigues (portoghese).
Il 15 agosto del 1534, Ignazio e gli altri sei studenti si incontrarono a Montmartre, vicino Parigi, legandosi reciprocamente con un voto di povertà e castità e fondando la Società di Gesù, allo scopo di eseguire lavoro missionario e di ospitalità a Gerusalemme o andare incondizionatamente in qualsiasi luogo il Papa avesse ordinato loro.
Nel 1537 essi si recarono in Italia in cerca dell'approvazione papale per il loro ordine religioso. Papa Paolo III li lodò e consentì loro di essere ordinati sacerdoti; vennero ordinati a Venezia dal vescovo di Arbe (ora Rab, in Croazia) il 24 giugno. Si dedicarono alla preghiera ed ai lavori di carità in Italia, anche perché il nuovo conflitto tra l'imperatore, Venezia, il Papa e l'Impero Ottomano rendevano impossibile qualsiasi viaggio a Gerusalemme.
Con Faber e Lainez, Ignazio si diresse a Roma nell'ottobre del 1538, per far approvare al papa la costituzione del nuovo ordine. Una congregazione di cardinali si dimostrò favorevole al testo preparato da Ignazio e papa Paolo III confermò l'ordine con la bolla papale "Regimini militantis ecclesiae" (27 settembre 1540), limitando, però, il numero dei suoi membri a sessanta. Questa limitazione venne rimossa tramite una successiva bolla, la "Iniunctum nobis", del 14 marzo 1543. L'ultima e definitiva approbazione della Compagnia di Gesù è stata data nel 1550 con la bolla "Exposcit debitum" di Giulio III.
Ignazio venne scelto come primo Preposito Generale della Compagnia di Gesù e inviò i suoi compagni come missionari in giro per tutto il mondo per creare scuole, istituti, collegi e seminari.
Nel 1548 vennero stampati per la prima volta gli Esercizi Spirituali, per i quali venne condotto davanti al tribunale dell'Inquisizione, per poi essere rilasciato.
Sempre nel 1548, Ignazio fondò a Messina il primo Collegio dei Gesuiti al mondo, il famoso "Primum ac Prototypum Collegium" ovvero Messanense Collegium Prototypum Societatis, e, quindi, prototipo di tutti gli altri collegi di insegnamento che i gesuiti fonderanno con successo nel mondo facendo dell'insegnamento la marca distintiva dell'ordine.
Ignazio scrisse le Costituzioni gesuite, adottate nel 1554, che creavano un'organizzazione monarchica e spingevano per un'abnegazione ed un'obbedienza assoluta al Papa ed ai superiori ("perinde ac cadaver", "[ben disciplinati] come un cadavere" scrisse Ignazio). La regola di Ignazio diventò il motto non ufficiale dei gesuiti: Ad Maiorem Dei Gloriam. Tra il 1553 ed il 1555, Ignazio dettò al suo segretario, padre Gonçalves da Câmara, la storia della sua vita. Questa autobiografia, essenziale per la comprensione dei suoi Esercizi Spirituali, rimase però segreta per oltre 150 anni negli archivi dell'ordine, fino a che il testo non venne pubblicato negli "Acta Sanctorum".
Morì a Roma nel 1556 e venne canonizzato il 12 marzo 1622 da Papa Gregorio XV. Il 23 luglio 1637 il suo corpo fu collocato in un'urna di bronzo dorato, nella Cappella di sant'Ignazio della Chiesa del Gesù in Roma. La statua del Santo, in argento, è opera di Pierre Legros. La festa religiosa viene celebrata il 31 luglio, giorno della sua morte.
Significato del nome : «di fuoco,igneo» (latino).