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giovedì 22 luglio 2010

Meditazione del giorno: Toccare Cristo spiritualmente

Santa Maria Maddalena, memoria : Jn 20,1-2#Jn 20,11-18
Meditazione del giorno 
Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa 
Trattato sul Vangelo di Giovanni, 121 ; PL 35, 1955-1959


Toccare Cristo spiritualmente
        Le dice Gesù : « Non mi toccare, perché non sono ancora asceso al Padre. » C'è in queste parole qualcosa che dobbiamo considerare, sia pur brevemente, con molta attenzione. Sì perché, con questa risposta, Gesù voleva insegnare la fede a quella donna che lo aveva riconosciuto e chiamato Maestro : voleva, da buon giardiniere, seminare nel cuore di lei, come in un campo, il granello di senape... Ma perché le dice : « Non mi toccare perché non sono ancora asceso al Padre » ?...

        Perché il Signore voleva che si credesse in lui, cioè che lo si toccasse spiritualmente, convinti che egli e il Padre sono una cosa sola (Gv 10, 30). Di uno che ha progredito nella fede si può dire che nell'intimo del suo spirito egli è asceso al Padre, in quanto è giunto a riconoscere che il Figlio è uguale al Padre. Chi invece non è ancora arrivato a questo, non lo tocca in modo autentico, in quanto non crede in lui come dovrebbe.

        Maria forse credeva in lui, ritenendo tuttavia che egli non fosse uguale al Padre, e per questo egli la richiama dicendole : « Non mi toccare », cioè « non credere in me secondo l'idea che ancora hai di me ; non limitarti a fermare la tua attenzione su ciò che io sono diventato per te, trascurando la mia natura divina per mezzo di cui tu sei stata fatta ». Come si può dire che ella non era più attaccata a lui sensibilmente se ancora lo piangeva come fosse stato soltanto un uomo ? « Non sono ancora asceso al Padre mio » : « allora veramente mi toccherai quando avrai creduto che, come Dio, io non sono inferiore al Padre. »

lunedì 14 luglio 2008

Imitazione di Cristo: L'IMITAZIONE DI CRISTO E IL DISPREZZO DI TUTTE LE VANITÀ DEL MONDO

parte 1

Chi segue me - dice il Signore - non cammina nelle tenebre" (Gv 8,12). Queste sono parole di Cristo, con le quali siamo esortati ad imitare, fin dov'è possibile, la sua vita e le sue virtù, se vogliamo essere illuminati secondo verità e liberati da ogni accecamento del cuore. Perciò, il nostro più alto impegno sia meditare la vita di Gesù Cristo. La dottrina di Cristo trascende tutti gl’insegnamenti dei Santi; e chi avesse lo spirito suo vi troverebbe una manna celeste nascosta. Ma succede che molti, pur udendo spesso il Vangelo, ne sentono poco desiderio, perché non hanno lo spirito di Cristo. Chi, invece, vuole intendere appieno e con gusto spirituale la parola di Cristo, deve cercare di modellare tutta quanta la sua vita su di Lui. Che ti può giovare il discutere profondamente del mistero della Trinità, se manchi d'umiltà, per cui dispiaci alla Trinità? In realtà, non sono i discorsi profondi che formano il santo e il giusto; ma è la vita virtuosa che rende l'uomo caro a Dio. Io preferisco sentire la compunzione, che conoscerne la definizione. Se tu conoscessi a memoria l'intera Bibbia e le massime di tutti i filosofi, a che ti gioverebbe tutto questo senza la carità e la grazia di Dio? "O vanità delle vanità! Tutto è vanità!" (Qo 1,2), fuorché amare Dio e servire Lui solo! Questa è la più sublime sapienza: tendere al Regno del Cielo, con il disprezzo del mondo. Quindi, è vanità ricercare le ricchezze destinate ad andare perdute, e porre in esse le proprie speranze. Vanità è anche ambire ad onori e voler salire a posizioni di prestigio. È vanità assecondare gli appetiti della carne e desiderare ciò per cui dovremo, poi, essere puniti duramente. Vanità è desiderare una vita lunga e curarsi poco d'una vita buona. Vanità è preoccuparsi solo della vita presente e non guardare fin d'ora alle realtà future. Vanità è amare ciò che passa rapidissimamente e non affrettarsi là, dove ci attende il gaudio eterno. Ricordati spesso di quel proverbio: "L'occhio non si sazia di vedere nè l'orecchio si riempe di ciò che ascolta!"(Qo 1,8). 20Cerca, dunque, di distogliere il tuo cuore dall'amore delle cose visibili e di sollevarti a quelle invisibili. Infatti, quelli che seguono l'attrattiva dei sensi macchiano la propria coscienza e perdono la grazia di Dio.

1° libro - esortazioni utili per la vita dello spirito