Visualizzazione post con etichetta Chiesa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Chiesa. Mostra tutti i post

giovedì 20 maggio 2010

Padre Amorth e le guarigioni

Padre Amorth è considerato il più grande esorcista della Chiesa.
Lui ci ricorda che è bene pregare per le guarigioni. Non dico altro, ascoltate direttamente lui.

venerdì 14 maggio 2010

Meditazione del giorno: 14/05/2010

MEDITAZIONE DEL GIORNO

San Mattia, apostolo, uno dei dodici pilastri della Chiesa (Ap 21,14)
        Gesù Cristo, il Signore nostro, durante il Suo soggiorno sulla terra, manifestò chi egli fosse, ciò che era stato, quale fosse la volontà del Padre Suo di cui egli era servitore, quale comandamento prescriveva all'uomo. Tutto questo lo diceva apertamente alla folla oppure ai suoi discepoli, in disparte. Egli ne aveva prescelti dodici e li teneva sempre presso di sè: non si allontanarono mai dal fianco del Maestro: li aveva scelti, perchè fossero maestri delle genti e diffusori della dottrina divina. Uno di essi venne allontanato, ma agli altri undici, mentre stava per ritornare al Padre suo dopo la resurrezione, comandò di andare nelle varie regioni del mondo e battezzarle nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (Mt 28,19).

        E gli Apostoli sùbito, [questo nome di Apostoli significa appunto inviati, messaggeri] al posto di Giuda, che era stato cacciato, titarono a sorte Mattia come loro dodicesimo compagno, secondo quanto anche era stato profetizzato, come si legge nel salmo di David. Hanno ricevuto la forza dello Spirito Santo secondo la promessa per compiere miracoli e parlare lingue nuove. Hanno reso testimonianza alla fede in Gesù Cristo dapprima in Giudea dove fondarono delle Chiese. Poi sono partiti per il mondo intero e hanno annunciato alle nazioni lo stesso insegnamento della fede.

        Poi hanno fondato delle Chiese in ogni città che in seguito hanno fornito ad altre chiese la talea della fede e le sementi della dottrina. La prova della loro unità sta nel fatto che tutte sono in pace e comunione tra loro, che i loro membri si chiamano, tra loro, fratelli e che praticano reciprocamente l'ospitalità. Questa costruzione si basa sull'unico fondamento della tradizione di uno stesso mistero. Gli apostoli hanno predicato quello che Cristo ha loro rivelato e null'altro doveva essere predicato da quelle Chiese fondate direttamente dagli apostoli alle quali essi avevano parlato di viva voce o, come si attesta, tramite lettere.

giovedì 13 maggio 2010

PAPA RATZINGER: Stiamo vivendo la profezia di Fatima

(AGI) - Fatima, 13 mag. - Anche se non esistono altre parti non rivelate del Messaggio di Fatima, le sofferenze della Chiesa e dell'umanita' previste dalla Vergine non sono finite. "Si illuderebbe - ha affermato oggi il Papa davanti a circa 500 mila fedeli che gremivano la spianata del Santuario - chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa. Qui rivive quel disegno di Dio che interpella l'umanita' sin dai suoi primordi: 'Dov'e' Abele, tuo fratello? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!'". "L'uomo - infatti - ha potuto scatenare un ciclo di morte e di terrore, ma non riesce ad interromperlo. Nella Scrittura appare frequentemente che Dio sia alla ricerca di giusti per salvare la citta' degli uomini" .

Vangelo del giorno: 13/05/2010

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 16,16-20.
Ancora un poco e non mi vedrete; un po' ancora e mi vedrete». 
Dissero allora alcuni dei suoi discepoli tra loro: «Che cos'è questo che ci dice: Ancora un poco e non mi vedrete, e un po' ancora e mi vedrete, e questo: Perché vado al Padre?». 
Dicevano perciò: «Che cos'è mai questo "un poco" di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire». 
Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «Andate indagando tra voi perché ho detto: Ancora un poco e non mi vedrete e un po' ancora e mi vedrete? 
In verità, in verità vi dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia. 



Giovedì della VI settimana di Pasqua : Jn 16,16-20

Meditazione del giorno
 
San Basilio (circa 330-379), monaco e vescovo di Cesarea in Cappadocia, dottore della Chiesa
Hexaemeron, 6
« Ancora un poco e non mi vedrete ; un po' ancora e mi vedrete »
        Se qualche volta, nella quiete di una notte serena, fissando gli occhi sulla bellezza inesprimibile degli astri, hai pensato all'autore dell'universo, chiedendoti chi ha seminato tali fiori sul firmamento, allora sei pronto a seguire questa assemblea e ad ascoltare il commento del racconto ispirato...

        Vieni pure : come si tengano per mano e si conducono nelle città quelli che non le conoscono, così sarò la vostra guida per farvi scoprire le meraviglie misteriose dell'universo. In questa città, nostra antica patria dalla quale siamo stati cacciati dal demonio che ha ridotto in schiavitù l'uomo per mezzo della seduzione, vedrai la creazione dell'uomo e la morte che si è impadronita di noi, questa morte nata dal peccato, creatura del demonio, maestro del male... Dio, mediante l'esperienza del presente, ci conferma nell'attesa dell'avvenire : se infatti i beni materiali sono così importanti, cosa saranno i beni eterni ? Se gli esseri visibili sono così belli, quale sarà la bellezza degli esseri invisibili ? Se la grandezza del cielo oltrepassa la misura dell'intelligenza umana, quale intelligenza potrà scoprire la natura di ciò che è eterno ? Se questo sole caduco è così bello, così grande, così veloce nei suoi moti, così regolare nel suo ciclo, di una grandezza così proporzionata al resto dell'universo, se nessuno può saziarsi di godersene, quale bellezza sarà quella di Cristo chiamato nella Scrittura « Sole di giustizia » (Mal 3,20). E se è un grande danno per il cieco essere privo del sole, che danno sarà per il peccatore essere privo della luce vera ed eterna...

E VOI INVECE CHE COSA NE PENSATE DEL VANGELO DI OGGI? ESPRIMETE PURE LE VOSTRE OPINIONI COMMENTANDO QUESTO POST

mercoledì 12 maggio 2010

Segreto di Fatima e preti pedofili

tratto da ilgiornale.it

Lisbona
 - Terzo segreto di Fatima non si esaurisce con l’attentato a Giovanni Paolo II e non è una profezia rivolta soltanto al passato: comprende, invece, anche le sofferenze attuali che vive la Chiesa per lo scandalo degli abusi sessuali, e oggi «vediamo in modo realmente terrificante» che «la più grande persecuzione non viene dai nemici di fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa». Lo ha detto Papa Ratzinger rispondendo alle domande dei giornalisti sul volo che lo ha portato da Roma a Lisbona, per il suo 15° viaggio internazionale che questa sera giungerà al culmine con l’arrivo a Fatima. Benedetto XVI ha spiegato, sempre riferendosi allo scandalo della pedofilia, che la Chiesa deve imparare nuovamente a fare penitenza e che «il perdono non sostituisce la giustizia». Ma ha anche voluto ricordare che «il Signore è più forte del male» e dunque sarà sua la vittoria alla fine della storia.
È la prima volta che il Papa usa parole così forti e dirette per parlare di quanto sta accadendo. Ancora una volta, Ratzinger non attacca i media per il loro accanimento, né critica le campagne di stampa, come invece hanno fatto alcuni suoi collaboratori. Affronta invece il problema con umiltà, definendo «terrificante» il fatto che a perseguitare la Chiesa non siano forze esterne, ma i peccati abominevoli dei suoi membri.
Ratzinger è stato accolto con calore dai portoghesi. All’aeroporto, nel saluto al presidente Anibal Cavaco Silva, ha accennato alla secolarizzazione del Portogallo dicendo che «la Chiesa è aperta per collaborare con chi non marginalizza né riduce al privato» la considerazione «del senso umano della vita». Nel pomeriggio, al Terreiro do Paço, la piazza del Commercio gremita di giovani, ha celebrato una messa dicendo che i cristiani spesso si preoccupano «affannosamente delle conseguenze sociali, culturali e politiche della fede, dando per scontato che questa fede ci sia, ciò che purtroppo è sempre meno realista». Forse, ipotizza il Papa, «si è messa una fiducia eccessiva nelle strutture e nei programmi ecclesiali», mentre «bisogna annunziare di nuovo l’evento della morte e della resurrezione di Cristo».
Alla domanda se il segreto di Fatima possa estendersi anche alla situazione attuale della Chiesa, Benedetto risponde dunque di sì. Riaprendo di fatto molte domande sull’interpretazione di un messaggio nel quale alcuni ritengono sia contenuta una profezia sull’apostasia morale e dottrinale riguardante anche i vertici della Chiesa, quella «sporcizia» della quale lo stesso Ratzinger aveva parlato nelle meditazioni della Via Crucis del 2005. Nella risposta sull’aereo, il Pontefice spiega che la «grande visione della sofferenza del Papa», che «possiamo riferire a Giovanni Paolo II», indica anche «realtà del futuro della Chiesa che mano a mano si sviluppano e si mostrano». Dunque il segreto non si applica soltanto all’attentato del 1981, e soprattutto non appartiene soltanto al passato, come fu sostenuto dieci anni fa, al momento della pubblicazione del testo di suor Lucia. «Il Signore ci ha detto che la Chiesa sarà per sempre sofferente, in modi diversi fino alla fine de mondo» continua Ratzinger, e il messaggio di Fatima indica «la risposta fondamentale cioè la conversione permanente, la penitenza, la preghiera».
La novità «che possiamo oggi scoprire in questo messaggio», aggiunge, riguarda il fatto che «non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa». La «più grande persecuzione» contro la Chiesa non viene dunque «dai nemici esterni, ma nasce dal peccato nella Chiesa» stessa. Che per questo ha «profondo bisogno» di imparare nuovamente «il perdono ma anche la necessità della giustizia. Il perdono non sostituisce la giustizia». Parole significative, da applicare ai casi dei preti macchiatisi di abusi sui minori.
«Dobbiamo imparare proprio questo dato essenziale – ha concluso -: il male attacca anche dall’interno, ma sono sempre presenti anche le forze del bene e alla fine il Signore è più forte del male e la Madonna per noi è la garanzia. La bontà di Dio è sempre l’ultima risposta della storia». È possibile che Benedetto XVI ritorni su questo tema nei discorsi che pronuncerà a Fatima, dove pregherà per i sacerdoti, per la Chiesa e per la pace.