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lunedì 11 gennaio 2010
VANGELO 11/01/2009
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,14-20
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva:
«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».
Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.
Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini».
E subito, lasciate le reti, lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti.
Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva:
«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».
Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.
Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini».
E subito, lasciate le reti, lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti.
Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono.
sabato 9 gennaio 2010
MEDJUGORJE: Mariologo Stefano De Fiores
La posizione della Chiesa su Medjugorje. A parer mio se l'albero si riconosce dai frutti... sarebbe ora di riconoscere Medjugorje.
venerdì 8 gennaio 2010
Il peccato
Il Peccato
1) La nozione
Il peccato (c.c.C. 1846-1876) è un'offesa fatta a Dio, trasgredendo la sua legge.
E' chiaro che tale offesa è relativa alla conoscenza che ciascuno ha di Dio e alla maggiore o minore responsabilità del disordine commesso con la trasgressione della legge. Così, per esempio, diversa è la gravità dello stesso peccato commesso da un ragazzo o da un adulto ignorante o da un teologo o da un'anima favorita dalla grazia.
2) La divisione
I peccati possono essere distinti secondo il loro oggetto, come si fa per ogni atto umano: il peccato, infatti, perché sia tale, deve essere un vero atto umano.
Il peccato può essere originale e attuale.
Il peccato originale (C.C.c. 385-421) è il peccato commesso da Adamo come capo di tutta l'umanità, e da lui passa a ciascun uomo, in quanto figlio suo, e, come tale, lo contrae per generazione naturale.
Il peccato attuale (o personale) è quello che è commesso volontariamente da chi ha raggiunto l'uso di ragione.
Tale peccato si può commettere in quattro modi:
1. con i pensieri;
2. con le parole;
3. con le opere;
4. con le omissioni; e tutto questo può avvenire contro Dio, contro il prossimo o contro noi stessi.
Il peccato attuale (o personale) può essere mortale o veniale
3) Il peccato mortale
Il peccato mortale è una disubbidienza alla legge di Dio in materia grave, compiuta con piena avvertenza della mente e deliberato consenso della volontà, contro la Chiesa, Corpo Mistico di Cristo.
Affinché il peccato sia mortale è necessario che l'atto compiuto sia veramente un atto umano, e cioè che proceda dalla libera volontà dell'uomo, il quale avverta chiaramente la bontà o la malizia dell'atto.
Solo allora l'uomo diventa responsabile e autore del suo atto, buono o cattivo, degno di premio o castigo. E' una grave mancanza di amore di Dio.
4) Requisiti per il peccato mortale
Per definire un peccato mortale si richiedono tre elementi:
1. la materia grave, cioè una grave trasgressione della legge;
2. la piena avvertenza della mente;
3. il deliberato consenso della volontà.
1 - La materia grave, cioè la trasgressione grave di una legge divina o umana, ecclesiale o civile. Diciamo qui di seguito le principali e più comuni trasgressioni gravi di tali leggi.
- Negare o dubitare dell'esistenza di Dio o di qualche verità di fede insegnata dalla Chiesa.
- Bestemmiare Dio, la Madonna o i Santi, proferendo, anche mentalmente, titoli ed espressioni ingiuriose.
- Non partecipare alla S. Messa alla domenica o nelle feste di precetto senza alcun motivo grave, ma solo per pigrizia, negligenza o cattiva volontà.
- Trattare in modo gravemente offensivo i propri genitori o i propri superiori.
- Uccidere una persona o ferirla gravemente.
- Procurare direttamente l'aborto.
- Commettere atti impuri: da soli con la masturbazione o in compagnia nella fornicazione, nell'adulterio, nell'omosessualità o in qualsiasi altra specie di impurità.
- Impedire, in qualsiasi maniera, la concezione, nel compimento dell'atto coniugale.
- Rubare oggetti o beni altrui di valore rilevante o sottrarli con l'inganno e il raggiro.
- Defraudare il fisco per una somma molto consistente.
- Recare un grave danno fisico o morale ad una persona con la calunnia o con la bugia.
- Coltivare pensieri e desideri impuri di quanto è proibito dal sesto comandamento.
- Compiere gravi omissioni nell'adempimento del proprio dovere.
- Ricevere un sacramento dei vivi (Cresima, Eucarestia, Unzione degli Infermi, Ordine e Matrimonio) in peccato mortale.
- Ubriacarsi o drogarsi in forma grave fino a pregiudicare le facoltà della ragione.
- Tacere in confessione, per vergogna, qualche peccato grave.
- Causare scandalo al prossimo con azioni e atteggiamenti di pesante gravità.
2 - La piena avvertenza della mente, ovvero sapere e stimare che quello che si sta per fare o per omettere è gravemente proibito o comandato, andare cioè contro la propria coscienza.
3 - Il deliberato consenso della volontà, cioè il voler fare od omettere deliberatamente ciò che si sa con chiarezza che è un male grave, che, oggettivamente, è un peccato mortale.
Per avere un peccato mortale, è necessario che questi tre elementi esistano simultaneamente in un'azione peccaminosa. Se manca anche uno solo di questi, o addirittura una parte di uno solo, per esempio non c'è l'avvertenza, oppure non c'è il pieno consenso, non abbiamo più il peccato mortale.
5) Effetti del peccato mortale
1 - Il peccato mortale priva l'anima della grazia santificante, che è la sua vita. Si chiama mortale perché rompe la relazione vitale con Dio.
2 - Il peccato mortale separa Dio dall'anima, la quale è tempio della SS. Trinità, quando è in possesso della grazia santificante.
3 - Il peccato mortale fa perdere all'anima tutti i meriti, acquistati in passato, finché viveva in grazia di Dio: vengono resi inefficaci.
"Tutte le opere giuste da lui fatte saranno dimenticate..." (Ez. 18,24).
4 - Il peccato mortale toglie all'anima la capacità di compiere opere meritorie per il paradiso.
5 - Il peccato mortale rende l'anima degna dell'inferno: chi muore in peccato mortale va all'inferno per tutta l'eternità.
Chi, una volta per sempre, ha scelto Dio come supremo e unico Bene della vita, può rendersi colpevole di un vero peccato mortale, commettendo un'azione grave, oggettivamente contraria alla sua legge e, in caso di morte, meritare l'inferno, perché la sua scelta, per quanto sincera ed efficace, non può mai essere così radicale e definitiva da impedire di farne un'altra capace di annullare la precedente.
La possibilità della perversione - finché si vive - è pari a quella della conversione, anche se questa rende quella più difficile, quando è più totale e decisa. Solo dopo la morte la decisione presa durante la vita sarà irrevocabile.
Il suddetto pensiero viene confermato dalla Sacra Scrittura del A.T. in Ezechiele 18,21-28.
6) Come si può riacquistare la grazia santificante perduta con il peccato mortale
La grazia santificante (con tutto ciò che essa comporta) perduta con il peccato mortale, si può riacquistare in due maniere:
1 - con una buona Confessione Sacramentale.
2 - Con un atto di contrizione perfetta (dolore e proposito), unito al proposito di una sollecita confessione.
7) Il peccato veniale
Il peccato veniale è una disubbidienza alla legge divina o umana, ecclesiale o civile in materia leggera,o anche in materia grave, compiuta però non con la piena avvertenza della mente o non con il pieno consenso della volontà.
8) Effetti del peccato veniale
1 - Il peccato veniale intiepidisce l'amore di Dio. Il peccato veniale, anche se non toglie la grazia santificante, come il peccato mortale, tuttavia raffredda l'amicizia che c'è fra noi e Dio.
2 - Il peccato veniale priva l'anima di molte grazie che avrebbe ricevuto da Dio se non avesse peccato.
3 - Il peccato veniale dispone, gradatamente, al peccato mortale.
4 - Il peccato veniale rende l'anima degna di pene temporali da espiare o in questa vita o nell'altra in purgatorio.
9) Come si può cancellare il peccato veniale
Il peccato veniale si può cancellare in varie maniere: con il pentimento, con le buone opere (preghiere, S. Messe, S. Comunione, elemosine, opere di misericordia spirituale e corporale, ecc.) anche senza la Confessione sacramentale, e anche con la Confessione sacramentale, purché vi siano le disposizioni richieste.
10) Le varie specie di peccati
La prima e fondamentale divisione che bisogna fare fra i peccati è la distinzione fra il peccato mortale e il peccato veniale, perché fra i due c'è una differenza enorme: il primo toglie al peccatore la grazia santificante, il secondo, invece, no.
Bisogna inoltre ricordare che, come ci sono peccati veniali più o meno leggeri, al pari, esistono peccati mortali più o meno gravi e funesti.
Ecco le principali specie di peccati.
Peccati capitali:
1 - Superbia - E' un'esagerata stima di sé e delle proprie cose accompagnata da disprezzo verso gli altri.
2 - Avarizia - E' un desiderio smodato di denaro e di averi.
3 – Lussuria - E' il disordinato appetito ed uso del piacere sessuale completo.
4 – Ira - E' un impulso disordinato a reagire contro qualcuno o qualche cosa che fu occasione di patimento o contrarietà.
5 – Accidia- E' una acconsentita svogliatezza nel compimento del proprio dovere.
6 – Invidia - E' un sentimento di tristezza o dolore del bene del prossimo, considerato come male proprio.
7 – Gola - E' la ricerca eccessiva del piacere che si trova nell'uso dei cibi e delle bevande.
Peccati contro lo Spirito Santo:
1 - Disperazione della salvezza
2 - Presunzione di salvarsi senza merito
3 - Impugnare la verità conosciuta
4 - Invidia della grazia altrui
5 - Ostinazione nei peccati
6 - Impenitenza finale
Peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio:
1 - Omicidio volontario
2 - Peccato impuro contro natura
3 - Oppressione dei poveri
4 - Defraudare la mercede agli operai
1) La nozione
Il peccato (c.c.C. 1846-1876) è un'offesa fatta a Dio, trasgredendo la sua legge.
E' chiaro che tale offesa è relativa alla conoscenza che ciascuno ha di Dio e alla maggiore o minore responsabilità del disordine commesso con la trasgressione della legge. Così, per esempio, diversa è la gravità dello stesso peccato commesso da un ragazzo o da un adulto ignorante o da un teologo o da un'anima favorita dalla grazia.
2) La divisione
I peccati possono essere distinti secondo il loro oggetto, come si fa per ogni atto umano: il peccato, infatti, perché sia tale, deve essere un vero atto umano.
Il peccato può essere originale e attuale.
Il peccato originale (C.C.c. 385-421) è il peccato commesso da Adamo come capo di tutta l'umanità, e da lui passa a ciascun uomo, in quanto figlio suo, e, come tale, lo contrae per generazione naturale.
Il peccato attuale (o personale) è quello che è commesso volontariamente da chi ha raggiunto l'uso di ragione.
Tale peccato si può commettere in quattro modi:
1. con i pensieri;
2. con le parole;
3. con le opere;
4. con le omissioni; e tutto questo può avvenire contro Dio, contro il prossimo o contro noi stessi.
Il peccato attuale (o personale) può essere mortale o veniale
3) Il peccato mortale
Il peccato mortale è una disubbidienza alla legge di Dio in materia grave, compiuta con piena avvertenza della mente e deliberato consenso della volontà, contro la Chiesa, Corpo Mistico di Cristo.
Affinché il peccato sia mortale è necessario che l'atto compiuto sia veramente un atto umano, e cioè che proceda dalla libera volontà dell'uomo, il quale avverta chiaramente la bontà o la malizia dell'atto.
Solo allora l'uomo diventa responsabile e autore del suo atto, buono o cattivo, degno di premio o castigo. E' una grave mancanza di amore di Dio.
4) Requisiti per il peccato mortale
Per definire un peccato mortale si richiedono tre elementi:
1. la materia grave, cioè una grave trasgressione della legge;
2. la piena avvertenza della mente;
3. il deliberato consenso della volontà.
1 - La materia grave, cioè la trasgressione grave di una legge divina o umana, ecclesiale o civile. Diciamo qui di seguito le principali e più comuni trasgressioni gravi di tali leggi.
- Negare o dubitare dell'esistenza di Dio o di qualche verità di fede insegnata dalla Chiesa.
- Bestemmiare Dio, la Madonna o i Santi, proferendo, anche mentalmente, titoli ed espressioni ingiuriose.
- Non partecipare alla S. Messa alla domenica o nelle feste di precetto senza alcun motivo grave, ma solo per pigrizia, negligenza o cattiva volontà.
- Trattare in modo gravemente offensivo i propri genitori o i propri superiori.
- Uccidere una persona o ferirla gravemente.
- Procurare direttamente l'aborto.
- Commettere atti impuri: da soli con la masturbazione o in compagnia nella fornicazione, nell'adulterio, nell'omosessualità o in qualsiasi altra specie di impurità.
- Impedire, in qualsiasi maniera, la concezione, nel compimento dell'atto coniugale.
- Rubare oggetti o beni altrui di valore rilevante o sottrarli con l'inganno e il raggiro.
- Defraudare il fisco per una somma molto consistente.
- Recare un grave danno fisico o morale ad una persona con la calunnia o con la bugia.
- Coltivare pensieri e desideri impuri di quanto è proibito dal sesto comandamento.
- Compiere gravi omissioni nell'adempimento del proprio dovere.
- Ricevere un sacramento dei vivi (Cresima, Eucarestia, Unzione degli Infermi, Ordine e Matrimonio) in peccato mortale.
- Ubriacarsi o drogarsi in forma grave fino a pregiudicare le facoltà della ragione.
- Tacere in confessione, per vergogna, qualche peccato grave.
- Causare scandalo al prossimo con azioni e atteggiamenti di pesante gravità.
2 - La piena avvertenza della mente, ovvero sapere e stimare che quello che si sta per fare o per omettere è gravemente proibito o comandato, andare cioè contro la propria coscienza.
3 - Il deliberato consenso della volontà, cioè il voler fare od omettere deliberatamente ciò che si sa con chiarezza che è un male grave, che, oggettivamente, è un peccato mortale.
Per avere un peccato mortale, è necessario che questi tre elementi esistano simultaneamente in un'azione peccaminosa. Se manca anche uno solo di questi, o addirittura una parte di uno solo, per esempio non c'è l'avvertenza, oppure non c'è il pieno consenso, non abbiamo più il peccato mortale.
5) Effetti del peccato mortale
1 - Il peccato mortale priva l'anima della grazia santificante, che è la sua vita. Si chiama mortale perché rompe la relazione vitale con Dio.
2 - Il peccato mortale separa Dio dall'anima, la quale è tempio della SS. Trinità, quando è in possesso della grazia santificante.
3 - Il peccato mortale fa perdere all'anima tutti i meriti, acquistati in passato, finché viveva in grazia di Dio: vengono resi inefficaci.
"Tutte le opere giuste da lui fatte saranno dimenticate..." (Ez. 18,24).
4 - Il peccato mortale toglie all'anima la capacità di compiere opere meritorie per il paradiso.
5 - Il peccato mortale rende l'anima degna dell'inferno: chi muore in peccato mortale va all'inferno per tutta l'eternità.
Chi, una volta per sempre, ha scelto Dio come supremo e unico Bene della vita, può rendersi colpevole di un vero peccato mortale, commettendo un'azione grave, oggettivamente contraria alla sua legge e, in caso di morte, meritare l'inferno, perché la sua scelta, per quanto sincera ed efficace, non può mai essere così radicale e definitiva da impedire di farne un'altra capace di annullare la precedente.
La possibilità della perversione - finché si vive - è pari a quella della conversione, anche se questa rende quella più difficile, quando è più totale e decisa. Solo dopo la morte la decisione presa durante la vita sarà irrevocabile.
Il suddetto pensiero viene confermato dalla Sacra Scrittura del A.T. in Ezechiele 18,21-28.
6) Come si può riacquistare la grazia santificante perduta con il peccato mortale
La grazia santificante (con tutto ciò che essa comporta) perduta con il peccato mortale, si può riacquistare in due maniere:
1 - con una buona Confessione Sacramentale.
2 - Con un atto di contrizione perfetta (dolore e proposito), unito al proposito di una sollecita confessione.
7) Il peccato veniale
Il peccato veniale è una disubbidienza alla legge divina o umana, ecclesiale o civile in materia leggera,o anche in materia grave, compiuta però non con la piena avvertenza della mente o non con il pieno consenso della volontà.
8) Effetti del peccato veniale
1 - Il peccato veniale intiepidisce l'amore di Dio. Il peccato veniale, anche se non toglie la grazia santificante, come il peccato mortale, tuttavia raffredda l'amicizia che c'è fra noi e Dio.
2 - Il peccato veniale priva l'anima di molte grazie che avrebbe ricevuto da Dio se non avesse peccato.
3 - Il peccato veniale dispone, gradatamente, al peccato mortale.
4 - Il peccato veniale rende l'anima degna di pene temporali da espiare o in questa vita o nell'altra in purgatorio.
9) Come si può cancellare il peccato veniale
Il peccato veniale si può cancellare in varie maniere: con il pentimento, con le buone opere (preghiere, S. Messe, S. Comunione, elemosine, opere di misericordia spirituale e corporale, ecc.) anche senza la Confessione sacramentale, e anche con la Confessione sacramentale, purché vi siano le disposizioni richieste.
10) Le varie specie di peccati
La prima e fondamentale divisione che bisogna fare fra i peccati è la distinzione fra il peccato mortale e il peccato veniale, perché fra i due c'è una differenza enorme: il primo toglie al peccatore la grazia santificante, il secondo, invece, no.
Bisogna inoltre ricordare che, come ci sono peccati veniali più o meno leggeri, al pari, esistono peccati mortali più o meno gravi e funesti.
Ecco le principali specie di peccati.
Peccati capitali:
1 - Superbia - E' un'esagerata stima di sé e delle proprie cose accompagnata da disprezzo verso gli altri.
2 - Avarizia - E' un desiderio smodato di denaro e di averi.
3 – Lussuria - E' il disordinato appetito ed uso del piacere sessuale completo.
4 – Ira - E' un impulso disordinato a reagire contro qualcuno o qualche cosa che fu occasione di patimento o contrarietà.
5 – Accidia- E' una acconsentita svogliatezza nel compimento del proprio dovere.
6 – Invidia - E' un sentimento di tristezza o dolore del bene del prossimo, considerato come male proprio.
7 – Gola - E' la ricerca eccessiva del piacere che si trova nell'uso dei cibi e delle bevande.
Peccati contro lo Spirito Santo:
1 - Disperazione della salvezza
2 - Presunzione di salvarsi senza merito
3 - Impugnare la verità conosciuta
4 - Invidia della grazia altrui
5 - Ostinazione nei peccati
6 - Impenitenza finale
Peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio:
1 - Omicidio volontario
2 - Peccato impuro contro natura
3 - Oppressione dei poveri
4 - Defraudare la mercede agli operai
LA CONFESSIONE: spiegazioni sul sacramento
Il Sacramento della Confessione
1) La nozione di sacramento
Il sacramento è un segno (cosa-azione) sensibile che, per istituzione di Gesù Cristo, ha la virtù di significare e di produrre la grazia santificante. Il concetto di sacramento comprende quattro elementi:
1 - un segno esterno che si possa percepire con i sensi;
2 - l'istituzione da parte di Gesù Cristo;
3 - questo segno sensibile significa la grazia santificante;
4 - questo segno sensibile, naturale è efficace e produce un effetto soprannaturale, cioè la grazia santificante.
La confessione o penitenza è un vero e proprio sacramento distinto dal Battesimo (Cfr. Conc. Trid.: OS. 1701 e 1702).
2) II segno sensibile del sacramento della confessione
Per formare il sacramento della confessione (e così per tutti gli altri) si richiedono tre elementi, che il vecchio, ma sempre valido, catechismo di S. Pio X chiama: materia, forma e ministro.
1 - La materia, cioè una cosa sensibile, ma solamente quella stabilita, per es. acqua naturale, olio, pane e vino; non qualsiasi azione sensibile, ma solo quella determinata.
La materia della confessione si ha negli atti del penitente: dolore, proponimento, accusa dei peccati e accettazione della penitenza; questi vengono detti dai teologi, seguaci di S. Tommaso, quasi materia, poiché in essi manca una sostanza corporea (Cfr. Conc. Trid.: OS. 914; C.c.c. 1450-1460).
2 - La forma, cioè la pronuncia di alcune parole, stabilite da Cristo direttamente o dalla Chiesa, parole che, unite alla materia, formano un unico segno sacramentale.
La forma essenziale della Confessione si ha nelle parole dell' assoluzione sacramentale "lo ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo".
3 - Il ministro è il sacerdote confessore, che assolve a nome di Cristo e della Chiesa, fornito anche della debita giurisdizione, a norma dei canoni 969, par. I e 2 e 967, par. 2.
Perché il sacramento sia valido, nel ministro non si richiede né lo stato di grazia né la fede, ma è sufficiente che compia il rito nella forma prescritta e che abbia l'intenzione di fare ciò che intende la Chiesa.
3) La confessione è un sacramento dei morti
I sacramenti si dividono in sacramenti dei morti e sacramenti dei vivi.
I sacramenti dei morti sono il Battesimo e la Penitenza.
I sacramenti dei vivi sono la Cresima, l'Eucaristia, l'Unzione degli infermi, l'Ordine e il Matrimonio.
Si chiamano sacramenti dei morti, perché coloro che li ricevono, benché vivi fisicamente, sono generalmente morti alla vita soprannaturale per il peccato mortale. Questi sacramenti cancellano il peccato e conferiscono la grazia santificante (Grazia prima), che è la vita dell'anima.
Si chiamano sacramenti dei vivi, perché chi li riceve deve essere già vivo alla grazia e non in peccato mortale. In caso eccezionale anche i sacramenti dei vivi possono concedere la grazia prima, quando per es. uno riceve un sacramento dei vivi e dimentica di aver commesso un peccato mortale del quale ha un pentimento generale, questo gli cancella il peccato e gli conferisce la grazia prima.
Si deve ancora ricordare che chi riceve un sacramento dei vivi, sapendo di non essere in grazia di Dio, commette un grave peccato di sacrilegio.
4) Efficacia del sacramento della Confessione
La Confessione e tutti gli altri sacramenti, per volere di Gesù Cristo, oltre che significare la grazia, la producono e la concedono a coloro che li ricevono senza porre impedimenti, fra i quali il più importante, dal punto di vista soggettivo, è il rifiuto del sacramento, cioè avere la volontà di non riceverlo.
Nel sacramento della Confessione, e in tutti gli altri, esiste un impedimento quando manca o è gravemente difettoso, qualche elemento essenziale nelle parti che costituiscono il sacramento e cioè nella materia (per la Confessione: quasi-materia) nella forma e nel ministro.
I sacramenti sono vere cause efficienti della grazia anche se sono cause strumentali: essi operano in forza dell'oggettivo compimento del rito sacramentale per propria ed intima efficacia, ricevuta da Gesù Cristo ("ex opere operato").
1) La nozione di sacramento
Il sacramento è un segno (cosa-azione) sensibile che, per istituzione di Gesù Cristo, ha la virtù di significare e di produrre la grazia santificante. Il concetto di sacramento comprende quattro elementi:
1 - un segno esterno che si possa percepire con i sensi;
2 - l'istituzione da parte di Gesù Cristo;
3 - questo segno sensibile significa la grazia santificante;
4 - questo segno sensibile, naturale è efficace e produce un effetto soprannaturale, cioè la grazia santificante.
La confessione o penitenza è un vero e proprio sacramento distinto dal Battesimo (Cfr. Conc. Trid.: OS. 1701 e 1702).
2) II segno sensibile del sacramento della confessione
Per formare il sacramento della confessione (e così per tutti gli altri) si richiedono tre elementi, che il vecchio, ma sempre valido, catechismo di S. Pio X chiama: materia, forma e ministro.
1 - La materia, cioè una cosa sensibile, ma solamente quella stabilita, per es. acqua naturale, olio, pane e vino; non qualsiasi azione sensibile, ma solo quella determinata.
La materia della confessione si ha negli atti del penitente: dolore, proponimento, accusa dei peccati e accettazione della penitenza; questi vengono detti dai teologi, seguaci di S. Tommaso, quasi materia, poiché in essi manca una sostanza corporea (Cfr. Conc. Trid.: OS. 914; C.c.c. 1450-1460).
2 - La forma, cioè la pronuncia di alcune parole, stabilite da Cristo direttamente o dalla Chiesa, parole che, unite alla materia, formano un unico segno sacramentale.
La forma essenziale della Confessione si ha nelle parole dell' assoluzione sacramentale "lo ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo".
3 - Il ministro è il sacerdote confessore, che assolve a nome di Cristo e della Chiesa, fornito anche della debita giurisdizione, a norma dei canoni 969, par. I e 2 e 967, par. 2.
Perché il sacramento sia valido, nel ministro non si richiede né lo stato di grazia né la fede, ma è sufficiente che compia il rito nella forma prescritta e che abbia l'intenzione di fare ciò che intende la Chiesa.
3) La confessione è un sacramento dei morti
I sacramenti si dividono in sacramenti dei morti e sacramenti dei vivi.
I sacramenti dei morti sono il Battesimo e la Penitenza.
I sacramenti dei vivi sono la Cresima, l'Eucaristia, l'Unzione degli infermi, l'Ordine e il Matrimonio.
Si chiamano sacramenti dei morti, perché coloro che li ricevono, benché vivi fisicamente, sono generalmente morti alla vita soprannaturale per il peccato mortale. Questi sacramenti cancellano il peccato e conferiscono la grazia santificante (Grazia prima), che è la vita dell'anima.
Si chiamano sacramenti dei vivi, perché chi li riceve deve essere già vivo alla grazia e non in peccato mortale. In caso eccezionale anche i sacramenti dei vivi possono concedere la grazia prima, quando per es. uno riceve un sacramento dei vivi e dimentica di aver commesso un peccato mortale del quale ha un pentimento generale, questo gli cancella il peccato e gli conferisce la grazia prima.
Si deve ancora ricordare che chi riceve un sacramento dei vivi, sapendo di non essere in grazia di Dio, commette un grave peccato di sacrilegio.
4) Efficacia del sacramento della Confessione
La Confessione e tutti gli altri sacramenti, per volere di Gesù Cristo, oltre che significare la grazia, la producono e la concedono a coloro che li ricevono senza porre impedimenti, fra i quali il più importante, dal punto di vista soggettivo, è il rifiuto del sacramento, cioè avere la volontà di non riceverlo.
Nel sacramento della Confessione, e in tutti gli altri, esiste un impedimento quando manca o è gravemente difettoso, qualche elemento essenziale nelle parti che costituiscono il sacramento e cioè nella materia (per la Confessione: quasi-materia) nella forma e nel ministro.
I sacramenti sono vere cause efficienti della grazia anche se sono cause strumentali: essi operano in forza dell'oggettivo compimento del rito sacramentale per propria ed intima efficacia, ricevuta da Gesù Cristo ("ex opere operato").
LA CONFESSIONE SACRAMENTALE
Che cos'è la Confessione Sacramentale?
La Confessione Sacramentale (si chiama anche penitenza o riconciliazione o, semplicemente, confessione) è un vero e proprio sacramento istituito da Gesù Cristo, per mezzo del quale, a debite condizioni, vengono rimessi i peccati commessi dopo il Battesimo (Cfr. C.C.C. 1420-1498).
Per Confessione Sacramentale non si deve intendere qualsiasi confessione o colloquio avuto con qualcuno, magari psicologo, o la rivelazione dei propri segreti o problemi manifestati a qualche amico, anche sacerdote, ma la vera accusa dei propri peccati, fatta al sacerdote confessore con l'intenzione di ricevere da lui l'assoluzione sacramentale al fine di ottenere il perdono di Dio.
La confessione è un sacramento, Cioè un canale di grazia e, per la sua entità e per il suo significato, si può definire anche con altri nomi:
sacramento della conversione, perché ogni confessione deve essere una vera conversione;
sacramento della penitenza, perché la penitenza è un elemento necessario per fare una buona confessione e quindi operare in sé una vera conversione;
sacramento della confessione, perché il penitente deve manifestare al sacerdote confessore i propri peccati, e anche perché una "confessione" è un riconoscimento di essere peccatori e quindi si avverte il bisogno di chiedere misericordia al Signore;
sacramento del perdono, perché attraverso l'assoluzione del sacerdote Dio concede al penitente il perdono dei peccati;
sacramento della riconciliazione, perché in questo sacramento avviene la riconciliazione del peccatore con Dio (2 Coro 5, 20), (Cfr. C.C.c. 1423-1424).
Le condizioni indispensabili, richieste per ottenere la remissione dei peccati, commessi dopo il Battesimo, sono: il pentimento dei peccati, il fermo proposito di evitarli in avvenire, la debita accusa fatta al sacerdote confessore e l'accettazione della penitenza da lui imposta con la sua assoluzione sacramentale.
Nel sacramento della confessione vengono rimessi i peccati commessi dopo il Battesimo, quelli invece commessi prima vengono cancellati dal sacramento del Battesimo. Se però il Battesimo di un adulto è stato ricevuto senza le debite disposizioni (fede, pentimento e proposito), i peccati commessi prima verranno rimessi quando sarà rimosso l'ostacolo e cioè quando subentreranno le debite disposizioni.
Tali peccati poi non saranno materia di accusa nella Confessione Sacramentale.
La Confessione Sacramentale (si chiama anche penitenza o riconciliazione o, semplicemente, confessione) è un vero e proprio sacramento istituito da Gesù Cristo, per mezzo del quale, a debite condizioni, vengono rimessi i peccati commessi dopo il Battesimo (Cfr. C.C.C. 1420-1498).
Per Confessione Sacramentale non si deve intendere qualsiasi confessione o colloquio avuto con qualcuno, magari psicologo, o la rivelazione dei propri segreti o problemi manifestati a qualche amico, anche sacerdote, ma la vera accusa dei propri peccati, fatta al sacerdote confessore con l'intenzione di ricevere da lui l'assoluzione sacramentale al fine di ottenere il perdono di Dio.
La confessione è un sacramento, Cioè un canale di grazia e, per la sua entità e per il suo significato, si può definire anche con altri nomi:
sacramento della conversione, perché ogni confessione deve essere una vera conversione;
sacramento della penitenza, perché la penitenza è un elemento necessario per fare una buona confessione e quindi operare in sé una vera conversione;
sacramento della confessione, perché il penitente deve manifestare al sacerdote confessore i propri peccati, e anche perché una "confessione" è un riconoscimento di essere peccatori e quindi si avverte il bisogno di chiedere misericordia al Signore;
sacramento del perdono, perché attraverso l'assoluzione del sacerdote Dio concede al penitente il perdono dei peccati;
sacramento della riconciliazione, perché in questo sacramento avviene la riconciliazione del peccatore con Dio (2 Coro 5, 20), (Cfr. C.C.c. 1423-1424).
Le condizioni indispensabili, richieste per ottenere la remissione dei peccati, commessi dopo il Battesimo, sono: il pentimento dei peccati, il fermo proposito di evitarli in avvenire, la debita accusa fatta al sacerdote confessore e l'accettazione della penitenza da lui imposta con la sua assoluzione sacramentale.
Nel sacramento della confessione vengono rimessi i peccati commessi dopo il Battesimo, quelli invece commessi prima vengono cancellati dal sacramento del Battesimo. Se però il Battesimo di un adulto è stato ricevuto senza le debite disposizioni (fede, pentimento e proposito), i peccati commessi prima verranno rimessi quando sarà rimosso l'ostacolo e cioè quando subentreranno le debite disposizioni.
Tali peccati poi non saranno materia di accusa nella Confessione Sacramentale.
San Lorenzo Giustiniani
San Lorenzo Giustiniani - 8 Gennaio
Di nobilissima famiglia, si diede ad una vita ascetica dopo una visione della Sapienza Eterna. Entrò nella Congregazione dei Canonici Secolari dell'isola di San Giorgio, di cui fu Superiore, continuando a dedicarsi alla preghiera e alla contemplazione ma anche alla questua per le strade. Vescovo di Castello, riformò con zelo apostolico la sua diocesi e, nominato prima patriarca di Venezia seppe, grazie anche alla sua umiltà e santità, sanare la frattura tra la Chiesa e il potere civile. Nei suoi scritti, opere varie e sermoni c'è l'idea madre dell'Eterna Sapienza, elemento dominante della sua mistica. Essa, negli scritti del periodo monacale, guida l'uomo al vertice della perfezione interiore e, degli scritti successivi, al vertice della vita episcopale.
Di nobilissima famiglia, si diede ad una vita ascetica dopo una visione della Sapienza Eterna. Entrò nella Congregazione dei Canonici Secolari dell'isola di San Giorgio, di cui fu Superiore, continuando a dedicarsi alla preghiera e alla contemplazione ma anche alla questua per le strade. Vescovo di Castello, riformò con zelo apostolico la sua diocesi e, nominato prima patriarca di Venezia seppe, grazie anche alla sua umiltà e santità, sanare la frattura tra la Chiesa e il potere civile. Nei suoi scritti, opere varie e sermoni c'è l'idea madre dell'Eterna Sapienza, elemento dominante della sua mistica. Essa, negli scritti del periodo monacale, guida l'uomo al vertice della perfezione interiore e, degli scritti successivi, al vertice della vita episcopale.
MEDJUGORJE: Messaggio del 02/01/2009
Messaggio del 2 gennaio 2010 ( mirjana )
Cari figli, oggi vi invito a venire con me con totale fiducia, perché io desidero farvi conoscere mio Figlio. Non abbiate paura, figli miei. Io sono con voi, sono accanto a voi. Vi mostro la strada come perdonare voi stessi, perdonare gli altri e, con pentimento sincero nel cuore, inginocchiarvi davanti al Padre. Fate sì che muoia in voi tutto ciò che vi impedisce di amare e salvare, di essere con Lui e in Lui. Decidetevi per un nuovo inizio, l’inizio dell’amore sincero di Dio stesso. Vi ringrazio.
Cari figli, oggi vi invito a venire con me con totale fiducia, perché io desidero farvi conoscere mio Figlio. Non abbiate paura, figli miei. Io sono con voi, sono accanto a voi. Vi mostro la strada come perdonare voi stessi, perdonare gli altri e, con pentimento sincero nel cuore, inginocchiarvi davanti al Padre. Fate sì che muoia in voi tutto ciò che vi impedisce di amare e salvare, di essere con Lui e in Lui. Decidetevi per un nuovo inizio, l’inizio dell’amore sincero di Dio stesso. Vi ringrazio.
MEDJUGORJE: Messaggio del 25/12/2009
Messaggio del 25 dicembre 2009
Cari figli, in questo giorno di gioia vi porto tutti davanti a mio Figlio Re della pace affinchè vi dia la sua pace e benedizione. Figlioli, condividete questa pace e benedizione con gli altri nell’amore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Cari figli, in questo giorno di gioia vi porto tutti davanti a mio Figlio Re della pace affinchè vi dia la sua pace e benedizione. Figlioli, condividete questa pace e benedizione con gli altri nell’amore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
giovedì 12 novembre 2009
Messaggio da Medjugorje del 25 ottobre 2009
"Cari figli, anche oggi vi porto la mia benedizione e vi benedico tutti e vi invito a crescere su questa strada che Dio ha incominciato attraverso di Me per la vostra salvezza. Pregate, digiunate e testimoniate con gioia la vostra fede, figlioli, e il vostro cuore sia sempre riempito di preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
venerdì 28 agosto 2009
Messaggio del 25/08/2009 a Medjugorie
Cari figli, oggi vi invito di nuovo alla conversione. Figlioli, non siete abbastanza santi e non irradiate santità agli altri, perciò pregate, pregate, pregate e lavorate sulla conversione personale affinchè siate segno dell’amore di Dio per gli altri. Io sono con voi e vi guido verso l’eternità alla quale deve anelare ogni cuore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
**Oggi il mondo si trova ad un punto molto lontano da Dio. Occorre la conversione per non rischiare l’autodistruzione. Questa generazione ha avuto la fortuna di avere la Madonna come Madre e Guida.
P. Livio Fanzaga
**Oggi il mondo si trova ad un punto molto lontano da Dio. Occorre la conversione per non rischiare l’autodistruzione. Questa generazione ha avuto la fortuna di avere la Madonna come Madre e Guida.
P. Livio Fanzaga
venerdì 26 giugno 2009
Guarigione di una ragazza tetraplegica a Medjugorie
Testimonianza di una giovane ragazza guarita a Medjugorie.
Messaggio di Medjugorie del 25 Giugno 2009 (Anniversario)
Messaggio del 25 giugno 2009
Cari figli, gioite con me, convertitevi nella gioia e ringraziate Dio per il dono della mia presenza in mezzo a voi. Pregate che nei vostri cuori Dio sia al centro della vostra vita e testimoniate con la vostra vita, figlioli, affinchè ogni creatura possa sentire l’amore di Dio. Siate le mie mani tese per ogni creatura, affinchè ognuna si avvicini al Dio dell’amore. Io vi benedico con la materna benedizione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Messaggio del 25 giugno 2009 ( Ivanka )
“Cari figli, vi invito ad essere apostoli della pace. Pace, pace, pace.”
Cari figli, gioite con me, convertitevi nella gioia e ringraziate Dio per il dono della mia presenza in mezzo a voi. Pregate che nei vostri cuori Dio sia al centro della vostra vita e testimoniate con la vostra vita, figlioli, affinchè ogni creatura possa sentire l’amore di Dio. Siate le mie mani tese per ogni creatura, affinchè ognuna si avvicini al Dio dell’amore. Io vi benedico con la materna benedizione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Messaggio del 25 giugno 2009 ( Ivanka )
“Cari figli, vi invito ad essere apostoli della pace. Pace, pace, pace.”
mercoledì 24 giugno 2009
Ricetta del pane per il digiuno di Medjugorie
RICETTA PANE DEL DIGIUNO DI MEDJUGORJE
Per 1 kg di farina, aggiungere nell'ordine:
3/4 di litro di acqua tiepida (circa 37 C)
1 cucchiaino da caffe di zucchero
1 cucchiaino da caffe di lievito liofilizzato o di lievito del panettiere
Mescolare bene e poi aggiungere:
2 cucchiai da minestra di olio
1 cucchiaio da minestra di sale
1 ciotola di fiocchi d'aena o di altri cereali (1 ciotola contiene 1/2 di litro)
Preparazione:
Mescolare il tutto. Si puo aggiungere un po' di farina se la pasta e troppo liquida.
Lasciar rioposare la pasta per almeno due ore ( o tutta la notte) in un luogo ben riscaldato,
a temperatura costante (non meno di 25 C); si puo coprire con un panno bagnato.
Mettere la pasta (alta al massimo quattro centimetri) in stampi ben oliati.
Lasciar riposare ancora per circa 30 minuti.
Mettere nel forno caldo a 160 C e lasciar cuocere per 50 o 60 minuti.
La qualita del pane dipende in larga minura dal tipo di farina usata. Si puo mescolare la farina integrale alla farina bianca.
E importante bere molta acqua nei giorni di diguiuno.
Per 1 kg di farina, aggiungere nell'ordine:
3/4 di litro di acqua tiepida (circa 37 C)
1 cucchiaino da caffe di zucchero
1 cucchiaino da caffe di lievito liofilizzato o di lievito del panettiere
Mescolare bene e poi aggiungere:
2 cucchiai da minestra di olio
1 cucchiaio da minestra di sale
1 ciotola di fiocchi d'aena o di altri cereali (1 ciotola contiene 1/2 di litro)
Preparazione:
Mescolare il tutto. Si puo aggiungere un po' di farina se la pasta e troppo liquida.
Lasciar rioposare la pasta per almeno due ore ( o tutta la notte) in un luogo ben riscaldato,
a temperatura costante (non meno di 25 C); si puo coprire con un panno bagnato.
Mettere la pasta (alta al massimo quattro centimetri) in stampi ben oliati.
Lasciar riposare ancora per circa 30 minuti.
Mettere nel forno caldo a 160 C e lasciar cuocere per 50 o 60 minuti.
La qualita del pane dipende in larga minura dal tipo di farina usata. Si puo mescolare la farina integrale alla farina bianca.
E importante bere molta acqua nei giorni di diguiuno.
Il digiuno raccontato da Padre Jozo
IL DIGIUNO - P.Jozo
Sull'immagine, al quarto punto, troviamo il Digiuno. Fin dall'inizio, la Madonna ha chiesto alla Chiesa il digiuno. Non desidero analizzare ora il digiuno dei Profeti né il digiuno del Signore e la Sua raccomandazione nel Vangelo. Vi racconterò solamente un avvenimento che spiega bene i frutti del digiuno.
Tu devi digiunare e pregare...
Voglio raccontarvi quello che è successo ad un uomo che possiede un Hotel in Germania.
Lui aveva interpellato le migliori cliniche, nella speranza di trovare una cura per il figlio che era paralizzato da tre anni. Fu tutto vano. Nessuno gli dette speranza.
Erano gli inizi delle apparizioni, quando quell'uomo, approfittando delle vacanze, venne a Medjugorje con sua moglie e suo figlio. Cercò la veggente Vicka e le disse:
"Chiedi alla Madonna cosa devo fare perché mio figlio possa guarire"
La veggente presentò la richiesta e poi riferì, come tramite, questa risposta:
"La Madonna ha detto che devi credere con convinzione e devi anche pregare e digiunare".
La risposta lo lasciò un pò sconcertato. Terminate le vacanze, se ne andò con sua moglie ed il figlio.
Chi poteva digiunare... e perché?...
Dopo un po' di tempo, ritornò a Medjugorje, cercò un'altra veggente e le fece la stessa richiesta.
Anche questa volta, Marija gli rispose da parte della Madonna: "La Madonna dice che devi digiunare, credere con fede e pregare"
Lui disse alla moglie: Pensavo che mi avrebbe detto qualcosa d'altro. Sono disposto a fare delle donazioni consistenti ai poveri, fare opere di carità, qualsiasi cosa per ottenere la guarigione di nostro figlio... però non a digiunare. Come posso digiunare?...
Così parlava mentre, pieno di tristezza, guardava il figlio e le lacrime cominciavano a scendere dai suoi occhi... Sentì una voce interiore: "Se tu mi ami, come puoi non digiunare?".
In quell'istante, decise nell'intimo del cuore: Sì, posso!
Chiamò sua moglie, che aveva già iniziato il digiuno, e le disse: "Anch'io voglio digiunare!".
Dopo alcuni giorni, tornarono a Medjugorje e mi dissero: "Padre, digiuniamo!". Risposi: "Bravi! Molto bene. Avete trovato la via".
Noi siamo soliti pregare, tutte le sere, per gli ammalati. Anche quella sera, pregammo e molti guarirono. C'erano anche loro. Però il loro figlio non quando avevano iniziato la loro conversione, il padre e la madre stavano guarendo... Al termine, uscirono con me dalla chiesa. Ricordo come, in cucina, la madre voleva ancora pregare per il figlio..., lo facemmo! Improvvisamente, lei prese il bambino, lo mise in piedi sul pavimento e gli disse: "Cammina!". Il figlio incominciò a camminare e poi si ristabilì completamente. In quel momento, anch'io capii! Vidi chiaramente quello che la Madonna vuole ottenere con il nostro digiuno! Digiunare, non significa castigare se stessi.., Digiunare, significa liberare se stessi... liberare l'amore, la fede, la speranza.., liberare la pace nel proprio cuore... Digiunare, significa prepararsi, con una rinuncia, perché il Signore possa aprirci gli occhi al bene per scoprire nel cuore la vita di Dio, il Volto di Cristo.
Potenza del digiuno.
Ricordate come in una occasione, gli Apostoli hanno fatto un esorcismo ad un ragazzo senza ottenere risultato (cfr.Mc 9,2829). Poi, i discepoli hanno domandato al Signore:
"Perché noi non abbiamo potuto scacciare satana?".
Gesù ha risposto: "Questa specie di demoni si può scacciare solo con la preghiera e il digiuno".
Oggi, c'è tanta distruzione in questa società soggiogata dal dominio del male!
Non ci sono solo la droga, il sesso, l'alcoòl... la guerra. No! Assistiamo anche alla distruzione del corpo, dell'anima, della famiglia... di tutto!
Ma dobbiamo credere che possiamo liberare la nostra città, l'Europa, il mondo, da questi nemici! Possiamo farlo con la fede, con la preghiera e con il digiuno.., con la potenza della benedizione di Dio.
Non si digiuna soltanto astenendosi dal cibo. La Madonna invita a digiunare dal peccato e da tutte quelle cose che hanno creato in noi una dipendenza.
Quante sono le cose che ci tengono in schiavitù!
Il Signore ci sta chiamando e offrendo la grazia, ma sapete che non ci si può liberare quando si vuole. Dobbiamo essere disponibili e prepararci attraverso il sacrificio, la rinuncia, per aprirci alla grazia.
LA CONFESSIONE
Quinto punto, sull'immagine, è la Confessione mensile.
La Beata Vergine chiede che ci si confessi una volta al mese.
Non è un peso, non è un impiccio.
E' una liberazione che mi purifica dal peccato e mi guarisce.
CONGEDO
Carissimi, vi ho parlato, ho messo nei vostri cuori la parola della Madonna. Questo era il mio scopo e il mio debito. Non ti ho posto queste parole come un peso ma come una gioia. Tu, ora, sei ricco!
Cosa desidera la Madonna da te?
Porta con te, insieme al volto della Madre di Gesù, che è anche tua Madre, un programma del quale sarai responsabile.
Sono cinque i punti:
La Preghiera con il cuore: il Rosario.
L'Eucaristia.
La Bibbia.
Il Digiuno.
La Confessione mensile.
Ho paragonato questi cinque punti ai cinque sassi del Profeta Davide. Lui li raccolse per ordine di Dio per vincere contro il gigante. Gli fù detto: "Prendi cinque sassi e la fionda nella tua bisaccia e vai nel mio Nome. Non temere! Tu vincerai il gigante filisteo". Oggi, il Signore desidera regalarti queste armi per vincere contro il tuo Golia.
Voi, come ho già detto, potete promuovere l'iniziativa a preparare un Altare familiare come centro della casa. Un luogo degno per la preghiera dove la Croce e la Bibbia, la Madonna ed il Rosario, diventano familiari.
Sopra l'Altare familiare metti il tuo Rosario. Tenere il Rosario in mano dà sicurezza, dà certezza... Tengo la mano di mia Madre come fa il bambino, e non temo più nessuno perché ho mia Madre.
Con il tuo Rosario, tu puoi stendere le braccia ed abbracciare il mondo..., benedire tutto il mondo. Se lo preghi, è un dono per tutto il mondo. Metti sull'Altare l'acqua benedetta. Benedici spesso la tua casa e la tua famiglia con l'acqua benedetta. La benedizione è come il vestito che ti protegge, che ti dà sicurezza e dignità ti protegge dall'influsso del male. E, attraverso la benedizione, impariamo a mettere la nostra vita nelle mani di Dio.
Vi ringrazio per questo incontro, per la vostra fede e il vostro amore. Restiamo uniti nello stesso ideale di santità e pregate per la mia Chiesa che vive la distruzione e la morte.., che vive il suo Venerdì Santo. Grazie.
Il digiuno di Medjugorie
SUL DIGIUNO SI È DETTO ANCHE QUESTO a Medjugorje nel ritiro del sacerdoti (7-12 nov. 1988)
1)IL DIGIUNO MEDICINA PER LO SPIRITO... SOFFOCATO PER IL TROPPO STAR BENE.
P. Slavko ha esaminato il digiuno su vari livelli. A livello spirituale, cioè per ciò che riguarda la preghiera, il digiuno è un grande coefficiente. S. Pietro diceva: “Siate sobri e vigilate per dedicarvi alla preghiera” (1 Pt 4,7). I latini dicevano: plenus venter non studet libenter, cioè ventre pieno non pensa volentieri, ma noi potremmo dire: non prega volentieri. Quando si comincia a digunare si comincia anche a pregare bene, e viceversa. Anche i sintomi di malessere che possono venire si risolvono nella preghiera. Se la nostra preghiera diventa un incontro personale con il Signore, molte cose si risolvono.
E per quelli che dicono di essere più nervosi quando digiunano darei una risposta ironica: tu non sei nervoso perché digiuni, ma il digiuno ti mostra che sei nervoso. D’altra parte se fossero nervosi solo quelli che digiunano, il mondo sarebbe pieno di gente non nervosa! Molte volte noi mangiamo, beviamo, fumiamo per soffocare, per nascondere; quando si digiuna e si prega tutto viene fuori.
Siamo totalmente condizionati dal cibo al punto che il privarcene scopre il disordine latente o le passioni che sono noi. Il cibo, tanto cibo, fa droga, cioè camuffa la nostra debolezza. Dunque il digiuno fa emergere i nostri difetti, ci mette a nudo, e questo è positivo. Digiunando mi scopro per quel che sono. Di fronte a una piccola difficoltà, contesto, aggredisco, sono impaziente: è già un buon passo scoprire quello che sono.
Così è facile scoprire che siamo dipendenti dal mangiare più che il mangiare dipenda da noi.
Per la vita spirituale digiuno e preghiera sono come due gambe. Dopo aver mangiato abbondantemente c’è il rischio di dormire, o di essere almeno appesantiti e intorpiditi, le idee non sono più chiare; ma con il digiuno la fede si risveglia, e cominciamo a vivere questo ‘aspettare il Signore”. La nostra anima con l’aiuto di un corpo leggero può vegliare e sentire il Signore.
Un sacerdote: Annuncio il Vangelo da 30 anni e non ho mai parlato di digiuno, sempre ritenuto cosa marginale, anzi inutile. Ma dopo Medjugorje mi sono accorto che questo è richiesto dal Vangelo, come la preghiera:
‘Certi demoni non si scacciano se non con la preghiera e il digiuno”. Cos’era successo? La Madonna mi aveva aperto gli occhi, mi ha dato un impulso a entrare nella via del Vangelo.
È importante a livello dl psiche. Un noto psichiatra gesuita, (Lagostino) professore a New York, ma di origine italiana, ha detto che il messaggio più utile di Medjugorje è quello del digiuno. “Ecco la mia esperienza: tutti i giorni ho da fare con gente depressa in America. Il mio superiore generale mi ha mandato per due anni tra i rifugiati vietnamiti e cambogiani. In questi due anni non ho incontrato nessun caso serio di depressione. Ero schoccato e ho detto: ma come mai? Questa gente, che ha salvato a mala pena la pelle e avrebbe tutte le ragioni per essere depressa, ha tanto coraggio di vivere, di lottare di andare avanti? La mia conclusione? Eccola! La nostra gente in America, avendo tutto, vivendo nel consumismo, sta soffocando l’anima, la psiche. E naturalmente un’anima soffocata non ha più forza per vivere, è malata, non resiste più a niente. Qualsiasi difficoltà, anche la più piccola, i più piccoli desideri inappagati possono portare ad una profondissima depressione.
Noi siamo viziati a livello psichico e non abbiamo più forza di resistenza, di lottare per la Vita e nella vita, così molti rimangono sulla strada.
Perché allora il digiuno è oggi il messaggio più importante? Per i nostri giovani e per i nostri bambini cosa utilissima sarebbe vivere due giorni senza tutte le cose offerte dalla tecnica e dalla cucina; non toccarle, prendere il pane e rimandare al domani il resto, in questo modo diverrebbero più puri, più limpidi, più sicuri, e saprebbero anche dire no a qualsiasi altra cosa”.
2) IL DIGIUNO PURIFICAZIONE DEL CORPO: la maggior parte delle nostre malattie dovute all’eccesso di cibo. Così ha detto don Gianni Botto di La Spezia.
Il digiuno è anche una terapia meravigliosa, lo ero molto malato, fino a 10 anni fa: ho girato per medici e professori da tutte le parti. Ero pieno di medicine: una farmacia ambulante. Non potevo fare niente tranne che celebrare la Messa. Dopo dieci anni di questa vita uno disperai Io speravo che ci fosse una via d’uscita. ma è possibile - mi dicevo che il Signore mi faccia pagare proprio in questa maniera?
“Sono andato a Roma col permesso del Vescovo per cercare di uscirne fuori. Ho imparato dallo yoga delle regole elementari. Ho tagliato completamente con la medicina, con i medici, in pochi mesi quante malattie sono scomparse! Tra le prime regole praticate: il digiuno. Il digiuno è una purificazione meravigliosa del nostro organismo.
“Digiunare vuoi dire dare la possibilità ai nostri organi interni di fare ogni tanto un riposo. E questa è una grossa purificazione, se durante il digiuno intervengono dei sintomi fastidiosi, come mal di testa, vertigini, ecc., che per altro sono abbastanza infrequenti, sono sintomi di purificazione, perché, quando l’organismo digiuna e il corpo lo sa, allora inizia un processo di auto-purificazione. Ed è come quando sul piazzale abbiamo i cartelli: “lavori in corso, divieto di transito”: il mal di testa, la vertigine, il senso di debolezza, sono un cartello come per dire: “non ti stancare perché hai dei lavori in corso”. io l’ho sperimentato, e in pochi mesi diverse malattie portate da anni sono scomparse. Questo grazie a delle regole elementari, ad una corretta alimentazione: prima mangiavo troppo e male. Quanta gente vivrebbe comodamente nel mondo con il nostro digiuno a pane e acqua! L’unica cosa che può ostacolare è la paura di digiunare”.
Prosegue P. Slavko: “Un giovane mi ha detto: “i miei genitori mi hanno proibito di digiunare. Perché? Noi abbiamo paura che tu dimagrisca troppo”. Ma - io ho detto - ingrassare è più pericoloso per la salute che dimagrire. Che cosa vogliono? che tu rimanga più esposto alle malattie, o più resistente? Naturalmente tutto nella giusta proporzione: anche con il digiuno eccessivo ci si può rovinare, ma anche con il mangiare troppo. Ma perché noi abbamo paura davanti al digiuno e non davanti al mangiar troppo?
Domanda: può spiegare meglio come a livello di crescita, di armonia della persona, di equilibrio, il digiuno aiuta?
P. Slavko: Uno che ha una psiche più forte naturalmente vive più in armonia, e a questo aiuta una regola per il corpo. E anche a livello spirituale uno che approfondisce il suo incontro il Signore diventa persona più padrona di sé e più equilibrata.
3) DIMENSIONE EUCARISTICA DEL DIGIUNO.
Un sacerdote dl rito bizantino racconta che nella sua chiesa, in tutte le vigilie delle grandi feste c’è digiuno totale dalla mattina alla sera. La sera si celebra la Messa, e poi si mangia. So che tanta gente lo fa, ed è bello anche se costa. Stiamo in attesa tutta la giornata del cibo eucaristico digiunando, e poi si fa festa. E qui ho scoperto anche la semplicità del digiuno.
P. Slavko: c’è anche una dimensione eucaristica nell’invito a vivere con il pane. Non digiunare, ma vivere con i/pane e bere acqua: anche come simboli. Il pane del cielo, sempre simbolo della vita, e l’acqua come simbolo della purificazione. in Irlanda mi hanno detto: nella nostra lingua gaelica tre giorni hanno come radice la parola digiuno. Mercoledì ,tradotto, significa il primo giorno del digiuno; giovedì il giorno tra i giorni di digiuno; venerdì il gran giorno del digiuno. E non a caso. Sicuramente c’è alle spalle una lunga tradizione, al punto che hanno nominato il mercoledì come giorno di digiuno per preparare il giovedì, giorno dell’Eucarestià pereccellenza nellatradizione; il venerdì per ricordare la passione del Signore. È prepararci per il Pane Celeste e vivere un po’ con il Pane Celeste.
1)IL DIGIUNO MEDICINA PER LO SPIRITO... SOFFOCATO PER IL TROPPO STAR BENE.
P. Slavko ha esaminato il digiuno su vari livelli. A livello spirituale, cioè per ciò che riguarda la preghiera, il digiuno è un grande coefficiente. S. Pietro diceva: “Siate sobri e vigilate per dedicarvi alla preghiera” (1 Pt 4,7). I latini dicevano: plenus venter non studet libenter, cioè ventre pieno non pensa volentieri, ma noi potremmo dire: non prega volentieri. Quando si comincia a digunare si comincia anche a pregare bene, e viceversa. Anche i sintomi di malessere che possono venire si risolvono nella preghiera. Se la nostra preghiera diventa un incontro personale con il Signore, molte cose si risolvono.
E per quelli che dicono di essere più nervosi quando digiunano darei una risposta ironica: tu non sei nervoso perché digiuni, ma il digiuno ti mostra che sei nervoso. D’altra parte se fossero nervosi solo quelli che digiunano, il mondo sarebbe pieno di gente non nervosa! Molte volte noi mangiamo, beviamo, fumiamo per soffocare, per nascondere; quando si digiuna e si prega tutto viene fuori.
Siamo totalmente condizionati dal cibo al punto che il privarcene scopre il disordine latente o le passioni che sono noi. Il cibo, tanto cibo, fa droga, cioè camuffa la nostra debolezza. Dunque il digiuno fa emergere i nostri difetti, ci mette a nudo, e questo è positivo. Digiunando mi scopro per quel che sono. Di fronte a una piccola difficoltà, contesto, aggredisco, sono impaziente: è già un buon passo scoprire quello che sono.
Così è facile scoprire che siamo dipendenti dal mangiare più che il mangiare dipenda da noi.
Per la vita spirituale digiuno e preghiera sono come due gambe. Dopo aver mangiato abbondantemente c’è il rischio di dormire, o di essere almeno appesantiti e intorpiditi, le idee non sono più chiare; ma con il digiuno la fede si risveglia, e cominciamo a vivere questo ‘aspettare il Signore”. La nostra anima con l’aiuto di un corpo leggero può vegliare e sentire il Signore.
Un sacerdote: Annuncio il Vangelo da 30 anni e non ho mai parlato di digiuno, sempre ritenuto cosa marginale, anzi inutile. Ma dopo Medjugorje mi sono accorto che questo è richiesto dal Vangelo, come la preghiera:
‘Certi demoni non si scacciano se non con la preghiera e il digiuno”. Cos’era successo? La Madonna mi aveva aperto gli occhi, mi ha dato un impulso a entrare nella via del Vangelo.
È importante a livello dl psiche. Un noto psichiatra gesuita, (Lagostino) professore a New York, ma di origine italiana, ha detto che il messaggio più utile di Medjugorje è quello del digiuno. “Ecco la mia esperienza: tutti i giorni ho da fare con gente depressa in America. Il mio superiore generale mi ha mandato per due anni tra i rifugiati vietnamiti e cambogiani. In questi due anni non ho incontrato nessun caso serio di depressione. Ero schoccato e ho detto: ma come mai? Questa gente, che ha salvato a mala pena la pelle e avrebbe tutte le ragioni per essere depressa, ha tanto coraggio di vivere, di lottare di andare avanti? La mia conclusione? Eccola! La nostra gente in America, avendo tutto, vivendo nel consumismo, sta soffocando l’anima, la psiche. E naturalmente un’anima soffocata non ha più forza per vivere, è malata, non resiste più a niente. Qualsiasi difficoltà, anche la più piccola, i più piccoli desideri inappagati possono portare ad una profondissima depressione.
Noi siamo viziati a livello psichico e non abbiamo più forza di resistenza, di lottare per la Vita e nella vita, così molti rimangono sulla strada.
Perché allora il digiuno è oggi il messaggio più importante? Per i nostri giovani e per i nostri bambini cosa utilissima sarebbe vivere due giorni senza tutte le cose offerte dalla tecnica e dalla cucina; non toccarle, prendere il pane e rimandare al domani il resto, in questo modo diverrebbero più puri, più limpidi, più sicuri, e saprebbero anche dire no a qualsiasi altra cosa”.
2) IL DIGIUNO PURIFICAZIONE DEL CORPO: la maggior parte delle nostre malattie dovute all’eccesso di cibo. Così ha detto don Gianni Botto di La Spezia.
Il digiuno è anche una terapia meravigliosa, lo ero molto malato, fino a 10 anni fa: ho girato per medici e professori da tutte le parti. Ero pieno di medicine: una farmacia ambulante. Non potevo fare niente tranne che celebrare la Messa. Dopo dieci anni di questa vita uno disperai Io speravo che ci fosse una via d’uscita. ma è possibile - mi dicevo che il Signore mi faccia pagare proprio in questa maniera?
“Sono andato a Roma col permesso del Vescovo per cercare di uscirne fuori. Ho imparato dallo yoga delle regole elementari. Ho tagliato completamente con la medicina, con i medici, in pochi mesi quante malattie sono scomparse! Tra le prime regole praticate: il digiuno. Il digiuno è una purificazione meravigliosa del nostro organismo.
“Digiunare vuoi dire dare la possibilità ai nostri organi interni di fare ogni tanto un riposo. E questa è una grossa purificazione, se durante il digiuno intervengono dei sintomi fastidiosi, come mal di testa, vertigini, ecc., che per altro sono abbastanza infrequenti, sono sintomi di purificazione, perché, quando l’organismo digiuna e il corpo lo sa, allora inizia un processo di auto-purificazione. Ed è come quando sul piazzale abbiamo i cartelli: “lavori in corso, divieto di transito”: il mal di testa, la vertigine, il senso di debolezza, sono un cartello come per dire: “non ti stancare perché hai dei lavori in corso”. io l’ho sperimentato, e in pochi mesi diverse malattie portate da anni sono scomparse. Questo grazie a delle regole elementari, ad una corretta alimentazione: prima mangiavo troppo e male. Quanta gente vivrebbe comodamente nel mondo con il nostro digiuno a pane e acqua! L’unica cosa che può ostacolare è la paura di digiunare”.
Prosegue P. Slavko: “Un giovane mi ha detto: “i miei genitori mi hanno proibito di digiunare. Perché? Noi abbiamo paura che tu dimagrisca troppo”. Ma - io ho detto - ingrassare è più pericoloso per la salute che dimagrire. Che cosa vogliono? che tu rimanga più esposto alle malattie, o più resistente? Naturalmente tutto nella giusta proporzione: anche con il digiuno eccessivo ci si può rovinare, ma anche con il mangiare troppo. Ma perché noi abbamo paura davanti al digiuno e non davanti al mangiar troppo?
Domanda: può spiegare meglio come a livello di crescita, di armonia della persona, di equilibrio, il digiuno aiuta?
P. Slavko: Uno che ha una psiche più forte naturalmente vive più in armonia, e a questo aiuta una regola per il corpo. E anche a livello spirituale uno che approfondisce il suo incontro il Signore diventa persona più padrona di sé e più equilibrata.
3) DIMENSIONE EUCARISTICA DEL DIGIUNO.
Un sacerdote dl rito bizantino racconta che nella sua chiesa, in tutte le vigilie delle grandi feste c’è digiuno totale dalla mattina alla sera. La sera si celebra la Messa, e poi si mangia. So che tanta gente lo fa, ed è bello anche se costa. Stiamo in attesa tutta la giornata del cibo eucaristico digiunando, e poi si fa festa. E qui ho scoperto anche la semplicità del digiuno.
P. Slavko: c’è anche una dimensione eucaristica nell’invito a vivere con il pane. Non digiunare, ma vivere con i/pane e bere acqua: anche come simboli. Il pane del cielo, sempre simbolo della vita, e l’acqua come simbolo della purificazione. in Irlanda mi hanno detto: nella nostra lingua gaelica tre giorni hanno come radice la parola digiuno. Mercoledì ,tradotto, significa il primo giorno del digiuno; giovedì il giorno tra i giorni di digiuno; venerdì il gran giorno del digiuno. E non a caso. Sicuramente c’è alle spalle una lunga tradizione, al punto che hanno nominato il mercoledì come giorno di digiuno per preparare il giovedì, giorno dell’Eucarestià pereccellenza nellatradizione; il venerdì per ricordare la passione del Signore. È prepararci per il Pane Celeste e vivere un po’ con il Pane Celeste.
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